Il pianista è un libro commovente. Scritto di getto subito dopo la fine della guerra, è un piccolo gioiello da conservare con cura, perché dentro non c'è solo la storia ma tantissime emozioni.
La vicenda è quella dello stesso autore, un noto pianista polacco di Varsavia. Un uomo che è miracolosamente sopravvissuto allo sterminio nazista e si racconta, e lo fa in modo quasi distaccato, come se si guardasse dall'alto, come se il dolore e l'atrocità gli abbiano regalato quella fermezza che appare, agli occhi dei superficiali, una sorta di insensibilità.
Wladyslav Szpilman lavora alla radio polacca. Suona il pianoforte ed è un pianista affermato e conosciuto. La sua famiglia è ebrea, originaria di Varsavia, e abita una delle zone che poi, durante la guerra, verranno inglobate all'interno del ghetto. Non si tratta quindi dell'esperienza di un internato, ma di un comune abitante di Varsavia ridotto a fame e miseria e incredibilmente riuscito ad evitare la deportazione fino alla fine.











