Enzo Biagi è un autore che ammiro molto e a cui sono parecchio affezionata. Vuoi perché mi trovo molto in sintonia con il suo pensiero, vuoi perché è un bolognese e sa raccontare Bologna solo come chi la ama può fare... vuoi perché è un uomo d'altri tempi, di quelli che, quando li leggi ti dici che i libri di spessore ci sono ancora. Per fortuna.
Disonora il padre è un libro uscito negli anni 70, che ha spopolato ed è stato per molto tempo in testa alle classifiche. A ragione, devo dire, perché è duro ma scanzonato, schietto e divertente, ma anche diretto e sincero, attraversato da una vena malinconica di chi ha vissuto la guerra da vicino e ha da raccontare una storia tutta sua. Tra i libri di Enzo Biagi questo è sicuramente uno dei migliori.
In questo romanzo, che poi è una storia vera, Enzo Biagi racconta la sua vicenda da quando era ragazzino fino al dopo guerra, la storia della sua famiglia ma anche quella di Bologna, la sua guerra e come era vista da vicino e da lontano. I rapporti con la famiglia e con i vicini di casa, con chi era importante o credeva di esserlo, i compagni di scuola e del servizio militare, il giornale e le possibilità che gli si sono aperte, il difficile rapporto con il padre che non lo capiva, le questioni politiche della guerra viste dal popolo bolognese che ci credeva e che aveva paura, un Mussolini capito ma anche deriso sottovoce, una guerra interiore che era più potente delle bombe continue su Bologna.











