Marcela Serrano - Nostra Signora della Solitudine

Una scrittrice che tocca il cuore, non c'è molto più altro da dire sulla Serrano.
Il titolo del libro mi ha attirata, e attirerà anche voi se riuscite ad andare oltre le righe e a non fermarvi sulle parole. Nostra Signora della Solitudine mi ha riportato a vecchi racconti messicani, mi ha fatto ricordare con nostalgia momenti in cui candele e malinconia si mischiavano alla musica, quella musica che si suona e non si ascolta, ma che ti nasce dentro. Così ho deciso di leggere questo libro, perché un libro che porta il nome della patrona di Oaxaca non può non essere letto.


La storia è quella di una scrittrice scomparsa, e della protagonista che cerca di capire, su richiesta del marito di lei, dove sia finita, cosa le sia successo, se sia morta o che altro. Una trama dunque diversa, una specie di giallo che, pensando ad altri romanzi della Serrano, lascia forse stupiti. Ma non è il classico giallo (che, come genere, non mi entusiasma molto), è molto di più, una trama ricamata di passione, vita, sentimenti, colori, tristezze, insoddisfazioni, preoccupazioni, solitudini e profondità. Il tutto incentrato sulle donne, o meglio, su una donna: Carmen. 
La storia di una solitudine, ma anche di una storia d'amore profonda e che non può spezzarsi mai. Una donna giudicata "pazza", fuori dagli schemi, senza fine o scopo, razionale e irrazionale, vittima della sua stessa follia, intelligentissima, bellissima e unica, come solo certe donne riescono ad essere. Una donna a cui la vita non basta più e che svolta più volte, per strade diverse, ma torna sempre là, sempre in quel punto critico, nella sua ferita che non può e non deve essere ricucita: l'Amore, quello vero, puro, per un uomo che è suo ma che non sarà mai suo.

Il dolore dunque, ma anche l'affetto eterno, quello che riesce a legare due persone per l'eternità. A tal punto da far dimenticare tutto, anche la vita dei figli, ma sicuramente, la propria.
Un romanzo di una spiccata sensibilità, forse meno vincente di altri ma ugualmente toccante.
E sempre accompagnato da un viaggio interiore fantastico, alla scoperta del Cile, dell'India e del Messico, e la sua città colorata che, una volta vista, non si può dimenticare: Oaxaca (e i messicani, affascinanti, sublimi, intelligenti, uomini).

"tutti credono che nei romanzi gli autori ricreino i ricordi, i fatti accaduti. E invece scopro che li anticipiamo"
"l'assenza della rosa è la rosa"
"la follia non ha posto nel mondo"
"la pigrizia non è una peculiarità, bensì un sintomo"
"sono il nuovo mondo!"
"...una passione che agisca come un motore..."
"l'India è un luogo dove perdersi"
"il Messico, la grande cicatrice"
"l'amore non conosce ricompensa al di fuori dell'esperienza di amare, e in segna soltanto l'umiltà"
"le donne commettono le loro sciocchezze non come noi, per negligenza e leggerezza, ma quando sono molto infelici"
"Oaxaca: Azzurra, Tremula, Insondabile"
"la solitudine è come una luce senza sole. Quando questo si consuma, le rimane la purezza"
"il problema dei messicani è che non smettono mai di essere sposati"

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 Nostra signora della solitudine


Nostra signora della solitudine
Serrano Marcela
Feltrinelli, 2003
€7,50

1 commenti:

stefano zanolli ha detto...

mi è piaciuto molto come anche "Quel che c'è nel mio cuore" e "antigua vita mia". Doppio coinvolgimento emotivo anche grazie al fatto di essere stata nei luoghi di cui l' autrice narra. Continuate il vostro ottimo lavoro ciao da Giovanna e Stefano.

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Nota

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