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Helga Schneider - Stelle di cannella

stelle di cannella schneider
Stelle di cannella è uno dei tanti libri per ragazzi scritti dalla talentuosa Helga Schneider. Questo piccolo romanzo è ambientato nella Germania pre nazista e descrive i cambiamenti avvenuti durante l'inizio del regime. Protagonista una famiglia come tante, con una particolarità importante: la mamma e la figlia non sono ebree, il papà e il figlio maschio sono ebrei. Sullo sfondo, a dare colore, un gatto, che colorato non lo è per nulla, dato che è nero. Korsakov, il padre di famiglia, è un noto giornalista ebreo che non ha peli sulla lingua. Dice tutto ciò che può dire, a qualunque costo, pur di difendere la sua dignitosa moralità. David, il figlio, fa le elementari e gioca spesso con il suo migliore amico Fritz, il figlio dei vicini di casa. E poi c'è la bella Helene, detta Lene, una giovane ragazza prossima al matrimonio. Il 1933 porta grandi cambiamenti alla società tedesca che, negli anni a seguire, promuoverà una campagna di massa sensibilizzando la gente all'anti semitismo.

Joe R. Lansdale - L'ultima caccia

Lansdale è uno scrittore sorprendente. Riesce a passare dall'avventura, al romanzo, al pulp, all'horror, al giallo senza battere ciglio. Ma in ogni genere lascia la sua impronta, rendendo inequivocabile la lettura.
Questo romanzo di formazione e di avventura, vede come protagonista un ragazzino di 14 anni che sta diventando adulto e l'atmosfera di un altro famoso romanzo di Lansdale: In fondo alla palude. La palude è sempre quella, il ragazzino vive con la sua famiglia in una terra poco battuta, lontano dalla città, dalla scuola, dalla vita comune. Siamo però nel 1933, nel Texas affranto dalla Grande Depressione e Richard è soltanto un ragazzo, un ragazzo come tanti che sogna di diventare uno scrittore.

Natsume Soseki - Io sono un gatto

Un libro che mi portavo avanti da qualche mese, perché importante, impegnativo, ricco. Da assaporare pian piano. Un libro in cui a parlare è un gatto, dal pelo grigio e giallo. Un gatto intelligente, senza peli sulla lingua, cinico, sfacciato, a tratti maleducato, presuntuoso, filosofo e scettico. Un gatto di due anni che dimostra un cervello di gran lunga superiore a quello degli uomini, compagni da amare e disprezzare.

Soseki si fa abilmente portavoce del primo grande romanzo giapponese scritto all'occidentale, dove, tramite un protagonista inconsueto, dice la sua riguardo i principali cambiamenti che la società moderna occidentale ha portato al Giappone dei primi anni del '900. Un'epoca che sembrava di ferro, ma che non poteva non essere soggetta ai cambiamenti della civiltà moderna.
Tramite situazioni ripetitive, a volte curiose e poco umane, Soseki ci porta alla scoperta di un lato del Giappone per la maggior parte di noi ancora inesplorato, ma tutto ancora da sondare.


Niccolò Ammaniti - Io e te

Finalmente mi sono decisa a scrivere questa recensione su Io e Te, il nuovo libro di Niccolò Ammaniti, un autore che mi piace, che stimo molto e che ho sempre considerato brillante e profondo. Io e te appare come un piccolo libricino, quasi un lungo racconto, ha le pagine in carta riciclata (che, ahimè, vengono via se non siete lettori troppo delicati) e si legge davvero in fretta.
La storia è quella di Lorenzo, un adolescente diverso dagli altri, particolare, che adora la sua famiglia ma è nello stesso tempo molto chiuso con le altre persone, con cui non riesce a legare, e che considera noiose, di un livello più basso, ripetitive, senza nulla che possano affascinarlo o accrescerlo.
I genitori non lo capiscono, nonostante l'affetto, pensano che lui abbia dei problemi psicologici, che la socializzazione sia importante, ma Lorenzo sta bene così, basta a se stesso, non ha bisogno degli altri, anzi, per dirla tutta, a lui degli altri non frega proprio niente (perché non mi lasciavano in pace? Perché dovevo essere uguale agli altri? Perché non potevo vivere per conto mio in una foresta canadese?).

Paola Mastrocola - La gallina volante

Un libro leggero e piacevole, che si fa leggere in fretta e che conserva tutta la genuinità di una scrittrice che ti lascia sempre qualcosa dentro.
La storia è quella di Carla, un'insegnante di liceo insoddisfatta della scuola e forse anche un po' della sua vita, che come sfogo e fine trova quello di costruirsi con le sue mani un pollaio con 24 galline, 12 per il giorno e 12 per la notte. Il suo sogno è decisamente impossibile: far volare una gallina, ma non farla svolazzare, ma farle proprio prendere il volo, come tutti gli altri uccelli che volano. Altrimenti perché le galline avrebbero le ali? Tra scherzo e realtà la Mastrocola ci porta ancora generosamente nel suo mondo della scuola, della vita, della tristezza, e ci mostra una donna forte e fragile, che non si da per vinta e che cerca in tutti i modi di darsi un perché, di scavare a fondo, di illuminare la strada a chi la sa capire.

Giuseppe Culicchia - Il paese delle meraviglie

Ho appena terminato di leggere questo libro, l'ho chiuso e devo dire che mi ha scossa. La fine è veramente dolorosa. Culicchia è un autore che lascia trasparire la verità, la realtà, la sofferenza, la crudeltà. E lo fa con arte, stile e semplicità. Con purezza. Alcuni scrittori possono trafiggerti l'animo e il cuore come l'amore, quando è però doloroso. Questo finale mi ha trafitta, mi ha fatto tornare a vecchissimi ricordi che avevo sopito. E mi ha sorpresa. Dentro.

La storia è quella di Attilio, detto Attila, un ragazzo di 14 anni, e di un anno molto importante per la sua vita e la sua crescita, il primo anno di superiori, il 1977. Un anno politicamente difficile, un anno di cambiamenti, un anno che ti schiaffa addosso la realtà e ti fa diventare uomo per forza.


Margherita Oggero - Il Compito di un gatto di strada


Primo libro che leggo di Margherita Oggero, che ho trovato piacevole anche se verso la fine forse un po' deludente.
La storia è geniale. Protagonisti un gatto di nome Ruggine e il suo strambo amico, Odradek, un animale misterioso (e creatura letteraria) nato dalla fantasia di Kafka (un rocchetto di filo, piccolo, velocissimo e con una voce simile al frusciar di foglie cadute) e che la Oggero fa rivivere a modo suo.
Ruggine è un gatto color ruggine, giovane, che viene mandato dalla madre in Inghilterra, dove dovrà partecipare a un incontro speciale per soli gatti discendenti dallo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Cioè gatti che sorridono e che possono rendersi, quando vogliono, invisibili.
Ruggine è però sperduto, il padre non l'ha mai conosciuto e la madre non lo può aiutare molto, visto che un giorno viene investita e perde la memoria. Si incammina così e per caso incontra Odradek. I due insieme fanno ridere: Ruggine è un gattino curioso, forte, vispo, allegro, ingenuo, ignorantello; Odradek è tutt'altro, sofisticato, deboluccio, cortese e impostato, colto, solo. I due si incontrano e diventano amici. Hanno bisogno l'uno dell'altro. Ruggine ha bisogno di una guida, di cultura, di protezione, Odradek di compagnia, di affetto, di condivisione e di quella spontaneità e leggerezza che hanno le creature giovani e ancora poco appesantite dalla vita. L'uno parla il modo giovanile (tele, risto, cine), l'altro in modo se vogliamo arcaico. Dopo essere entrati in confidenza, i due si incamminano verso l'Inghilterra, e nel frattempo si conoscono, si amalgamano, crescono insieme. Ruggine scioglierà il cuore di Odradek, lo renderà più leggero, meno opaco e triste, più amabile, e Odradek insegnerà al gatto la vita, i rapporti con il mondo, gli spiegherà cos'è la letteratura e gli insegnerà a leggere. I due infatti si perdono via, e mentre viaggiano (in auto, in camion, in treni...) finiscono sempre per cercare ciò che amano di più: i libri. I libri che ti portano via dal mondo ma te lo fanno anche sentire più vero e vicino al cuore, se li ami e li sai comprendere. Tanto da farti dimenticare tutto, perfino il Compito, e da farti arrivare in ritardo a quella che doveva essere la riunione più importante della tua vita.
Una piccola favola a lietissimo (e forse scontato) fine, con la morale che ognuno ha bisogno di un essere compatibile a fianco, ma che anche le diversità aiutano a crescere, a vivere, a sentirsi felici. 

Carino, ma forse verso la fine scema un po'. Peccato, perché fino a metà libro è letteralmente conquistante!

"è a leggere i libri che poi si diventa indecisi?" (Ruggine)
"cosa mi lega a questa città? Nulla ormai. Forse viaggiando riuscirò a dare un senso alla mia esistenza, ad autofondarmi, a uscire dal cupio dissolvi che mi attanaglia" (Odradek)


Paola Mastrocola - La narice del coniglio

Insomma. Non ho trovato questo piccolo libro (direi racconto) esaltante, anche se la scrittura della Mastrocola è sempre piacevole. La storia è quella di Barbara, una ragazza che si sente diversa, che poi diventa donna, si realizza nel lavoro, diventa ricca, è molto bella, appagata, seducente. Insomma, una donna a cui non manca nulla, eppure qualcosa manca. Un giorno Barbara si mette a fare la narice del coniglio, cioè quel movimento del naso che fanno tutti i conigli. Da bambina aveva un coniglio infatti, il loro rapporto era difficile, ma c'era, e lei era riuscita ad entrare talmente tanto in simbiosi con questo coniglio scostante, che ne aveva rapito la mossa della narice. Da allora, nei momenti di difficoltà o di inadeguatezza, faceva il gesto e tutto si risolveva. Ma, lo stesso gesto, è fuori dal controllo di Barbara. L'agitazione, l'ansia, ma anche l'amore, la spingono a farlo, sempre. 
Può un gesto del genere allontanare tutte le persone che incontra? Può davvero essere snervante, maleducato, tale da portarle via i sogni? Per la società di oggi evidentemente si, se succede con la famiglia, gli amici, i fidanzati. Il senso di inadeguatezza e di specialità si trova in tutti i libri della Mastrocola, ed è palese in questo. Una persona piacente, si ritrova a non esserlo più per una sciocchezza, per il semplice fatto di essere guardata (ancora una volta) soltanto nella sua esteriorità. 
Ma Barbara lo sa, e finché non troverà chi la capirà, se ne andrà per la sua strada, anche se sola.
Anche qui gli stessi temi di sempre, l'unicità, la diversità, che prorompono in una sicurezza caratteriale che rende i personaggi della Mastrocola estremamente realistici e vivi.
Nonostante ciò, il libro sembra un lungo racconto interrotto a metà, un disegno soltanto abbozzato, una tristezza quasi inutile.



La narice del coniglio


La narice del coniglio
Mastrocola Paola
Guanda, 2009
€10,00

Jostein Gaarder - Il castello delle rane


Un altro piacevole libro per ragazzi di Gaarder. Sicuramente non il migliore, ma può essere letto dai 10 anni in sù (anche meno per quanto mi riguarda). I temi sono sempre gli stessi: i misteri della vita e della morte, la verità, la bellezza, la diversità interiore ed esteriore, il bene ed il male.
La storia è quella di un bambino che si perde nel giardino di casa, incontra uno gnomo che lo porta nel suo mondo fatato, dove incappano in rane, girini, salamandre, e ci sono perfino un castello, un re, una regina e una principessa. Un mondo fatato dunque ma non troppo. Gaarder ci riporta sempre alla realtà, perché il sogno del bambino è completamente intriso di persone che hanno fatto parte e fanno parte della sua vita. Ad esempio la principessa Aurora assomiglia moltissimo a Camilla, sua cugina, e il re, così buono, gli ricorda suo nonno. Guarda caso la storia è proprio quella di questo re a cui rubano il cuore, proprio come hanno fatto a suo nonno, che è morto perché un cuore non ce l'aveva più. Ma il re è vivo!
Il protagonista bambino si immerge in una storia che è la sua fantasia, accompagnato da uno gnomo che lo aiuta a capire che non sempre la fantasia è sogno e che a volte, se non spesso, diventa realtà.
Un libro semplice ed efficacissimo, ideale per iniziare i bambini alla filosofia e alle grandi domande della vita, ma anche ai loro temi più cari. Non il libro più bello dell'autore ma sicuramente valido.





Il castello delle rane


Il castello delle rane
Gaarder Jostein
Salani, 2004
€9,50

Jostein Gaarder - In uno specchio, in un enigma


Un meraviglioso Gaarder si affaccia in questo libro malinconico e intriso di un velo di tristezza, ma estremamente dolce e toccante. La storia è quella di Cecile, una bambina costretta a letto da una malattia terminale, che sa di essere malata, viene coccolata amabilmente dalla famiglia, ma che è pur sempre una bambina che ha voglia di fare, di giocare, di esistere. Così a Natale un Angelo busserà alla porta della sua cameretta e le farà compagnia, Ariel. Il libro è un dialogo tra il mondo terreno e quello immateriale, su base filosofica, come in tutti i libri di Gaarder. Cecile proverà a spiegare ad Ariel cosa significhi a vere un corpo, il sapore, i suoni, le sensazioni tattili, ed Ariel proverà a spiegare a Cecile cosa sono gli angeli, cosa siano l'anima, la spiritualità, l'essenza delle cose al di là del corpo. Un libro scritto per i ragazzi ma per tutti, di riflessione, d'amore, di livello. La bambina sogna o sta già vivendo la sua vita nell'aldilà? E l'angelo è arrivato nel momento giusto per prepararla a sognare? Molto, molto bello. 

"povera te! Dev'essere tremendo non credere alla persona con cui si parla.."
"nemmeno i tuoi pensieri possono sentire ciò che pensano.."
"nulla può essere assaporato prima di divenire parte del vostro corpo"
"non sempre si capisce completamente ciò che si fa"
"tu sei crudele, ed è per questo che sono qui"
"hai sollevato lo sguardo dal foglio su cui sei disegnata.."
"solo quando il buio è totale, l'oscurità accoglie completamente ogni raggio"
"l'eternità la si vede più chiaramente che mai nel mezzo della notte"

La gioia è una farfalla
che vola rasente il prato
ma il dolore è un uccello
dalle ali grandi, forti, nere:
ti sollevano sopra la vita
che scorre in basso, alla luce del sole,
tra il verde.
L'uccello del dolore vola in alto,
dove gli angeli dell'afflizione stanno in guardia
sull'accampamento della morte.

Edith Sodergran



 In uno specchio, in un enigma


In uno specchio, in un enigma
Gaarder Jostein
TEA, 2001
€8,00

Andrea De Carlo - Pura Vita


Ho sempre amato la scrittura poetica di De Carlo, la sua insistenza nel descrivere i moti d'animo, le conflittualità interiori, i rapporti con gli altri e le persone diverse da noi. Purtroppo Pura Vita mi ha delusa. Lo stile di De Carlo, inconfondibile e amabile, diventa ripetitivo a lungo nei suoi libri e in questo ancor di più. Un dialogo praticamente tra padre e figlia, due generazioni lontanissime seppur vicinissime, che non riescono a capirsi. Ancora un viaggio on the road in cui un padre prova ad avvicinarsi alla figlia, che appare distante e scostante. Alla fine i due saranno più uniti, più vicini? Si saranno almeno un po' capiti oppure ciò che li lega (e li legherà) sarà sempre l'affetto e il vincolo familiare? Non mi è piaciuto, e dopo questo ho smesso di leggere De Carlo. Purtroppo ho trovato il tentativo un po' patetico..e l'impressione che ho avuto è stata quella di un uomo non padre che tenta di descrivere la paternità come la vede una persona esterna, cioè come non la vive. Peccato.

"mi muovo di continuo perchè sono fermo nelle situazioni. Passo da un posto all'altro e da uno stare fermo all'altro"
"gli uomini vogliono attenzione per quello che fanno o che hanno, non per quello che sono. Le donne invece solo per quello che sono"
"è l'unicità che sta diventando rara"
"chiunque voglia qualcosa con tanta intensità, lo fa per compensare qualcos'altro che gli manca"
"alcuni difetti sono solo ombre di qualità"
"sentimenti senza parole"



Cesare Pavese - Il diavolo sulle colline


Secondo di una trilogia (consiglio di leggerla in ordine, partendo da La bella estate), Il diavolo sulle colline è la storia di un ragazzo adolescente, molto sognatore, che vive nella sua realtà costruita di fantasia e di attesa continua. Un romanzo nostalgico, in cui Pavese descrive se stesso e le sue fragilità, la sua crescita interiore difficile, la sua voglia di cambiare la sua vita non riuscendoci, la sua tristezza. Tre amici scappano dalla città per poi ritrovarsi nella campagna piemontese, inizialmente per una gita, e poi per uscire dalla falsa certezza della quotidianità, che comunque non cambia mai. Un romanzo molto bello e intenso, da leggere con immedesimazione profonda. 

Niccolò Ammaniti - Ti prendo e ti porto via



Ho trovato un Ammaniti splendido in questo libro, comprato ancora a Bologna, in una libreria del centro, tanti tanti anni fa. Mi ha conquistata. La crescita di un ragazzino, il primo vero amore, la scoperta di una società e di una realtà che non immaginava, lo scenario di un piccolo borgo e della vita all'interno di esso, dove tutto non è quel che sembra, apparendo quasi ovattato di placido silenzio. L'autore è veramente capace nel rendere la lettura scorrevole e appassionante, con colpo di scena finale, che se si conosce un po' la vita e le sue sfaccettature, si può facilmente prevedere. Bello, molto bello, da leggere. 

"è sempre bello vedere qualcuno che si ammazza perchè ha paura di te"

Cesare Pavese - La bella estate


Primo libro di una trilogia (seguito da Il diavolo sulle colline e Tra donne sole), La bella estate racconta la storia di una ragazza adolescente che scopre l'amore e il sesso, sullo sfondo di una Torino grigia e quasi appannata. Ginia è una giovane ragazza che  non ancora donna si innamora di un pittore che frequenta l'ambiente artistico e sregolato della boheme torinese. Il ragazzo riuscirà a sedurre Ginia, e l'amore non corrisposto viene descritto amabilmente, ingenuamente, in modo dettagliato ed estremamente realistico, nonostante a viverlo sia una donna e non un uomo. Libro di grande e profonda sensibilità, colpisce meno degli altri due, ma forse bisogna anche provare ad immedesimarsi in quegli amori che, quando si è ormai cresciuti, paiono a volte quasi dimenticati. L'arte del sentimento si fa pura ed estrema, Ginia soffrirà, come soffrono tutti gli innamorati, adolescenti o meno, in qualche modo voluti e non corrisposti.

"un certo mondo borghese, che non fa nulla e non crede a nulla"
"non bisogna conoscersi per volersi bene"
"nessuna ragazza è bella come una collina"

Andrea de Carlo - Due di due


Primo libro che ho letto di De Carlo, mi ha fatto innamorare del suo stile e ho cominciato, da questo, a leggere tutti i suoi romanzi. La storia di due ragazzi, due amici, molto diversi, che si vogliono bene e crescono insieme, nelle mille difficoltà che accompagnano l'adolescenza. Mario e Guido, due personalità opposte, che si aiutano a vicenda e insieme si completano. Una lunga amicizia, una crescita esteriore ma soprattutto interiore, una finestra verso l'età adulta, intrecci di vite e situazioni differenti, vittorie, delusioni, successi e infine la maturità, che unisce e separa. Ma i sentimenti rimarranno per sempre.
Bellissimo!

"niente è così stabile da poterlo dare per scontato"
"non c'è niente di inevitabile nel mondo com'è adesso"

Jostein Gaarder - La ragazza delle arance


Gaarder mi è entrato nel cuore fin dal primo libro che ho letto: il mondo di Sofia, il più noto a tutti. Ma Jostein riesce a trasmettere emozioni in tutti i suoi libri, che ho sempre trovato piacevolissimi. Una lettura più per ragazzi (o per giovani adulti, o per adulti rimasti un po' bambini), ma profonda, estremamente comunicativa ed arricchente.
La ragazza delle arance è una storia d'amore dolorosa. Quella tra un padre che non c'è più, e suo figlio. Il bambino cresce senza suo padre, ma da ragazzo ripercorre le sue emozioni leggendo una lunga lettera che il padre gli aveva scritto tanti anni prima, raccontandogli la sua storia d'amore con sua madre. Gaarder lascia sempre un po' di suspance nei suoi libri, ma chi lo conosce può immaginare prima dove voglia arrivare. E l'arrivo è sempre dolce e caloroso. Un libro se vogliamo triste, ma con una vena di ottimismo che non abbandona mai l'autore e si perde in una scia tenera e malinconica e se vogliamo magica. Il padre e il figlio, nonostante l'impossibilità reale, riescono ad entrare in contatto attraverso la scrittura, che è spesso e volentieri una salvezza.
Non il migliore libro di Gaarder, ma sicuramente molto piacevole. 

"la vita è una lotteria gigante dove si vendono solo i biglietti vincenti"
"non è mai troppo tardi per avere un risveglio"
"coloro che non sanno vivere ora non vivranno mai"
"la vita è breve per coloro che veramente riescono a capire che il mondo intero un giorno terminerà definitivamente"

John Steinbeck - Uomini e Topi


Cosa posso dire se non..leggete Steinbeck e vi aprirà davvero nuovi orizzonti.
Un piccolo ma grande romanzo, intriso di puro realismo, dove dramma e denuncia sociale camminano a braccetto. Due uomini diversi che vivono la stessa amara vicenda, una storia violenta che finisce in tragedia, come deve d'altronde essere. 
Due uomini poveri che sperano nel futuro e che si aiutano come possono, l'uno con la sua bontà d'animo, l'altro con la sua saggezza. Sperano, per un futuro che tutti vorrebbero migliore.
Ma la vita, la realtà, è a volte diversa da ciò che ci aspettiamo, da ciò che vogliamo, e spesso i soli sacrifici non bastano. Predominano sentimenti puri e tremendamente reali come sfruttamento sociale, ingiustizia, sofferenza umana. E Steinbeck li descrive con passione.
Da leggere.

"i libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno che gli stia accanto. Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purchè ci sia. Vi so dire che si sta così soli che ci si ammala"

Erri De Luca - Montedidio


Ho comprato questo libro molto incuriosita dall'autore, dopo che un'amica me ne aveva parlato in modo assiduo. Non mi ha purtroppo soddisfatta, anzi, faccio veramente fatica a dargli la sufficienza. 
La storia è quella di un ragazzino di tredici anni, la sua crescita e visione del mondo a Montedidio, un quartiere napoletano dove la vita sembra veramente difficile.
Il ragazzino viene presentato intelligente e sveglio, pieno di speranza per il futuro.
Racconta il suo lavoro, la sua situazione familiare, l'amore che lo travolge (anche se non sa, non capisce ancora che cosa sia), il sesso. Il tutto intriso di una malinconia vacillante, in cui il ragazzo si aggrappa alla vita, e dalla vita vuole emergere con tutte le sue forze.
Scritto come un diario, pagina per pagina se ne può costruire il quadro. Idea carina ma il libro non mi ha convinta. Lo stile è abbastanza semplice, moderno se vogliamo..non voglio esagerare con un giudizio negativo, ma abbastanza banale.
Il primo che leggo dell'autore, molto letto e apprezzato dalla critica, ma per ora non sono attirata a leggerne altri. Forse ne ho scelto uno poco felice.

"sono le lacrime che permettono di vedere"

Daniel Pennac - Come un romanzo


Un libro meraviglioso per un autore brillante ed intelligente, che sente la letteratura, l'elevatezza umana e i principi come mai.
Un libro che è in realtà una canzone d'amore, una dedica d'amore all'arte, alla scrittura, a un qualcosa che uno può soltanto sentire dentro, ed esserne rapito, conquistato, sciogliersi in un brivido di piacere che non si può, non si deve, spiegare a parole.

Scritto con la solita ironia tagliente di Pennac, è un libro che và assolutamente letto. Di quelli che ogni riga è fantastica! Lo spolperete in poche ore, ritrovando voi stessi ad ogni parola, perchè l'amore per la letteratura, per la scrittura, per la poesia, si sente tutto ed è incredibilmente trasmesso con un linguaggio semplice e scorrevole.

Un grande Pennac, grandissimo. Uno dei suoi libri più belli.

"leggete per vivere!" Flaubert
"quando si è assaggiato il fascino e il conforto della grande letteratura se ne vuole sempre di più. Si comincia allora a leggere per proprio conto"
"una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi"
"quel che abbiamo avuto di più caro lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo"
"Amare vuol dire far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo"
"noi siamo abitati da libri e da amici"
"l'uomo che legge ad alta voce ci eleva all'altezza del libro"
"il tempo per leggere è sempre tempo rubato (come quello per scrivere ed amare). Esso dilata il tempo per vivere"
"la lettura è come l'amore, un modo di essere"

E se covano i lupi - Paola Mastrocola


Amo la Mastrocola, sono di parte. Questo romanzo, il seguito di "Che Animale Sei", è intriso d'amore e di dolcezza. Un romanzo per ragazzi ancora una volta, ma dei ragazzi che devono essere un po' adulti per capirlo. Un Romanzo insomma.

La storia è sempre quella della papera che però ora è sposata con il suo lupo. Una papera che diventerà mamma e che ha paura. Un lupo che deve essere marito, uomo e padre, spaventato, spaventatissimo, ma che non lo dà a vedere perché lui è e sarà il capofamiglia. 

Una madre che lascia così le sue uova nel nido, ma un nido che verrà covato da un lupo. Lei parte, viaggia, cerca di fare quello che ha sempre sognato, da sola, e che sente ormai, con l'arrivo dei piccoli, inafferrabile. Lui, un lupo filosofo e sognatore, scrittore e solitario, si cerca un posto tranquillo per poter covare senza essere disturbato, ma incontrerà l'amico della sua vita.

Un romanzo a lieto, anzi lietissimo fine. I due capiscono che devono essere adulti, lei torna, lui perde le uova ma poi le ritrova..e vissero tutti felici e contenti, con tre figlioletti, mezzi papera, mezzi lupo. 

Una metafora scritta davvero con arte semplice e piacevole, una Mastrocola che si addentra nei sentimenti, paure e difficoltà umane della vita in modo intelligente e con sensibilità.
Sicuramente da leggere, da far leggere, da regalare.

"...mentre il lupo, seduto immobile a covare, trova l'amico della sua vita..."
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Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.