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John Fante - Dago Red

Dago Red è una raccolta dei primi racconti di John Fante, molto interessante perché preannuncia la sua carriera letteraria e in ogni scritto si possono ritrovare, anche se forse in maniera poco matura, lo stile e gli argomenti a lui più cari.
Dago Red è un libro che scorre, che porta via, in cui l'amarezza e la solitudine dell'autore traspaiono agli occhi di un ragazzo forse ancora acerbo ma consapevole della sua profonda esistenza. 
Il titolo prende il nome dal vino rosso, sempre presente nelle tavole degli immigrati d'origine italiana, ma "dago" è anche un nomignolo usato dagli americani per chiamarli, sprezzante ed offensivo.

Aleksandr Ikonnikov - Ultime notizie dal letamaio


Un libro carino, una serie di racconti che posso fornire uno spaccato della Russia di una volta e forse anche di quella di oggi. L'autore è ironico ma serio, descrive i personaggi comici con serietà assoluta. Da essi emerge il cittadino russo, il lato umano, i suoi valori..che possono lasciare un po' perplessi i lettori che la Russia non la conoscono per nulla. Il russo medio viene descritto come un gran bevitore di vodka, ingenuo, vizioso, per nulla lavoratore, ma anche inventivo, amichevole, di spirito. La Russia è Russia insomma, e guai a chi la cambia, il popolo non è abituato ai cambiamenti. La Festa dell'Indipendenza quindi può rivelarsi un felicissimo evento, ma anche tragico, o l'arrivo della Coca Cola potrebbe sconvolgere una Russia che lo smaltimento dei rifiuti non sa neanche cosa sia. Anche studiare è a volte difficile, essere donna, lavorare è troppo faticoso, e se rifiuti della vodka tutti ti guarderebbero storto e si domanderebbero se sei russo davvero. Racconti semplici e divertenti che possono dare l'idea di una mentalità che non conosciamo e possiamo solo immaginare..raccolti in un libro davvero geniale e che, in alcuni punti, fa sorridere. 

"il suicidio è un peccato, ma tormentare se stessi e gli altri, come fanno gli infelici, è un peccato ancora più grave"

Ma Jian - Spaghetti Cinesi


Non avevo mai letto un libro di un cinese e questo mi aveva attirata..dalla copertina (tanto per cambiare!). Il libro è stato bandito in Cina e l'autore è andato a vivere a Londra. Devo dire che mi aveva colpita il giudizio di Jonathan Safran Foer (che adoro): "spaghetti cinesi è immensamente divertente e profondamente serio. E' un libro da celebrare". In effetti il libro..è sia divertente che serissimo, anche se ho fatto davvero fatica a finirlo. L'autore racconta la Cina ai tempi della dittatura, e lo fa inventandosi dei personaggi particolarissimi, che forse presentano costumi e modi di fare tipici cinesi dell'epoca ma..che lasciano davvero senza parole. Un personaggio è ad esempio un donatore di sangue professionista. Che sarà mai? Un uomo che raccoglie sangue e lo rivende all'ospedale, senza farne alcun controllo specifico. Un uomo ricchissimo, perchè il sangue serve sempre, convinto di fare del bene alla gente, ma tremendamente egoista, visto che il sangue non viene minimamente analizzato, come tutti i criteri obbligatori per la donazione di sangue (peso, altezza, quantità, ecc.). Esisterà davvero questa figura in Cina?
Un personaggio particolarissimo è poi un ragazzo di 30 anni che ha un suo forno crematorio privato. Lui và in casa della gente, preleva il morto, lo crema e riporta le sue ceneri. Un servizio che si fa pagare di più di quello pubblico ma che è più discreto e veloce. Lui vende gli abiti (che poi toglie prima di cremare le persone, e li rivende il giorno dopo come nuovi), offre un catalogo di scelta della musica che il morto potrà "ascoltare" mentre viene bruciato, e riporta le ceneri, che non sempre sono quelle del morto corrispondente.
Il suicidio a teatro, un suicidio vero, assorbito dalla cultura giapponese, è il racconto forse più tragico. Una ragazza si fa mangiare viva da una tigre in seguito a una profonda delusione d'amore. Soltanto dopo la morte sarà felice. Lo spettacolo è pubblico, la ragazza muore davanti alla gente che non batte ciglio.
Ogni racconto è intrecciato con l'altro, e in ogni figura appaiono la debolezza e le crudeltà di una popolazione completamente sottomessa a un regime con delle regole davvero fuori dalla nostra portata immaginativa. Avere un cane è proibito, non si possono portare gonne strette, perfino avere un seno bello e abbondante genera esaurimenti nervosi. Non parliamo poi degli stupri di massa, frequentissimi, che acclamano folle di spettatori inerti davanti alla tortura di giovani ragazze, giudicate nella loro tragedia per un semplice vestito. 
Insomma, uno scorcio della Cina che non conosciamo, che non abbiamo conosciuto, di una Cina lontanissima da noi? Se ci penso mi vengono quasi i brividi. Un libro che dovrebbe essere letto, anche se ogni personaggio è decisamente forzato. Reale? Irreale? Non saprei dirlo..ma sicuramente di riflessione. L'ultima storia è quella di un uomo che ama il suo cane. Lo nasconde per non farlo portare via dallo Stato. Ma verrà scoperto. E' forse il racconto che potrebbe avere più suscitato più scalpore. L'autore dà voce ai suoi pensieri attraverso quelli di una figura neutra, un cane per l'appunto, che si lamenta, che vede oltre, che pensa come un umano. E che per questo viene amato, più di un umano che non riesce ad andare oltre la sottomissione che gli viene imposta. Da leggere, anche se ho fatto fatica verso la fine. Sicuramente non un libro eccezionale ma uno scorcio di una Cina davvero lontana. 

"un uomo può sopportare di smarrire la strada, ma non di non avere prospettive"

Mio Marito - Dacia Maraini


Un libro che ho letto tutto d'un fiato. Racconti di vita, di morte, totalmente realistici e colmi di vita. La prima edizione del 1968..è ancora perfettamente attuale, intrisa di similitudini con la vita di oggi fino all'orlo.
Dacia non mi stupisce più, mi conquista in ogni suo libro e sfaccettatura.
Dodici racconti che aprono il cuore e come sempre, fanno riflettere.
Le mani, racconto di una donna che non sa e non trova quello che vuole, o che forse lo sa ma che non lo può ottenere..e non può far altro che rassegnarsi al proprio destino.
Mio marito, la storia di una donna completamente sottomessa a un uomo pazzo e sicuro di sè, sia come persona che come essere pensante.
Il dolore sciupa, una vicenda di due donne diverse e sole, che non sanno dove sbattere la testa se non consigliandosi la vita come meglio credono..in modo frivolo e stupido.
Le lenzuola di lino, altro racconto di donna sottomessa al proprio marito e alla sua giovane amante. Ma finchè gli altri non sanno, nulla è reale, nulla è vero.
Marco, attualissima storia di un ragazzo universitario, depresso, solo, che si sente inutile, ma anche di una compagna che non riesce a stargli vicino e ad aiutarlo.
L'albero di Platone, la storia inquietante di una ragazza che perde il compagno e non ricorda quando e come è successo..ma è tutto invece scritto nella sua testa.
Maria, la storia di una coppia di donne infelici, incapaci di comunicare, che si vogliono bene ma sono troppo immature per comprendersi.
Madre e figlio, la storia di un uomo-bambino trattato come un bambino dalla madre, che un giorno muore..e trattato come un bambino da una donna, che un giorno sposa.
E infine il mio preferito..il letargo. Quì Dacia si supera..descrive l'interiorità di una donna insoddisfatta e infelice, profondamente, in modo tenero, dolce, delicato e prorompente.
Un racconto che mi ha aperto il cuore, mi è entrato dentro come solo lei, la Maraini, sa fare.
Eccovene qualche passo:
"fino a pochi mesi fa mi paragonavo a una lumaca senza guscio. Infatti io strisciavo sulle cose, ferendomi ad ogni movimento, senza riuscire a sollevarmi su di esse. Della lumaca senza guscio avevo i movimenti lenti e orizzontali, il corpo allungato e goffo, inespressivo. In più ero come scorticata. Quello che strisciava e urtava e si intrideva delle cose, non era un corpo ben levigato e scivoloso, ma un corpo senza pelle, dalla carne scoperta e dolorante. Per questo io soffrivo e mi aggiravo ciecamente e ottusamente alla ricerca di un riparo senza mai trovarlo"..
Spero di avervi trasmesso la voglia di leggere questo stupendo libro, che lascia qualcosa dentro, la voglia e la tenerezza di sentire la vita, ancora una volta, degna di essere vissuta.

Mauro Corona - Nel Legno e nella Pietra




Lo scrittore personaggio rivive attraverso la sua infanzia e poi nella più adulta età tutte le suggestioni del linguaggio della montagna. Leggende, storie, esperienze, fantasmi individuali e collettivi di un mondo che si sta perdendo. L'incanto e la ferocia, la bellezza e il timore che soltanto la montagna può offrire agli uomini. Sullo sfondo, come indelebile insegnamento, la tragedia del Vajont. Mauro scrive in maniera semplice ed immediata, dura e compatta. Lascia il segno, come la sua personalità tormentosa. In questo libro ci sono una serie di racconti dei boschi e della sua piccola terra, distrutta dalla distruzione. Non importa che se ne parli o meno, in ogni riga trapela sempre un'amarezza indelebile. Molto carino, dà anche parecchie informazioni sulla vita degli artigiani del luogo dei loro misteri!

Mauro Corona - Il Volo della Martora




Un altro libro interessante di Mauro. Sempre ricco come quello sopra di racconti e leggende dei luoghi della sua vita e crescita, raccontati con amore ed efficacia. Le parole diventano profonde e taglienti, ricordano tragedie della quotidianità vicina e lontana. La profondità si fa largo tra le righe apparentemente "povere". Ma è proprio per questo che conquista! Con piccole descrizioni di cose di tutti i giorni, fino a renderle poesia!

Margaret Mazzantini - Zorro, un eremita sul marciapiede


Un libro di una tristezza e di un'ipocrisia assolute. A parte che chiamarlo libro mi sembra eccessivo..la storia è quella di un uomo che decide di vivere per strada..parla di sentimenti..ma come per il libro sopra..descritti da chi NON NE SA PROPRIO NULLA! E non ci vuole un genio per capirlo. ORRENDO!

Purtroppo!

Mauro Corona - I fantasmi di pietra





Ho letto questo libro di Corona tutto d'un fiato. Devo dire il migliore dei suoi. L'argomento è sempre lo stesso, la tragedia del Vajont e quello che ha lasciato nei cuori di Erto e dintorni. Ma in questo libro si denota un Mauro fascinoso, maturo, cresciuto, evoluto rispetto ai libri precedenti. Prima di tutto ha impostato il libro come un cammino..attraverso le stagioni ripercorre strade e luoghi che hanno,una volta,fatto parte della vita. E allora ecco che la casa di quella vicina diventa poesia, e il bar di ritrovo del paese si rianima di ricordi mai dimenticati, facendo rivivere il passato nell'ormai perduto presente. E i ricordi diventano storia personale, nei racconti di quando era bambino e adolescente, e poi uomo, e poi ormai "vecchio". 




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Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.