J.T. Leroy - La fine di Harold

la fine di harold leroy
Il mio periodo americano/noir non è ancora finito e, dato che sono sempre alla ricerca di nuovi titoli, ho preso questo libricino attirata dai trafiletti lusinghieri di Tom Waits e del giornale l'Espresso in copertina. Tom Waits afferma: "Leroy è uno scrittore fantastico. In questi anni così poveri e privi di grandi uomini, i suoi libri sono fra i pochi che resteranno nel tempo". L'Espresso invece: Per raccontare come l'affetto per una lumaca possa illuminare un'esistenza, ci vuole proprio una grande penna". L'editore è Fazi, che non mi dispiace.

Il volumetto è in realtà un breve racconto di 89 pagine con testo a fronte. Forse i commenti positivi si riferivano agli altri due libri di Leroy, che pare abbiano avuto molto successo, ma questo... che dire, questo mi ha lasciata perplessa. Soprattutto in seguito alle critiche che avevo letto!



Il vero protagonista principale della vicenda è Harold, una lumachina, che viene regalata da Larry, un pedofilo gay nascosto sotto panni borghesi, a uno dei tanti ragazzi tossicodipendenti che popolano il quartiere di Polk Street, a San Francisco. Ognuno di quei ragazzi accudisce infatti un piccolo animale, mentre il nostro protagonista, di cui non viene mai svelato il nome, non ne vuole proprio sapere. Lui non ha bisogno di avere tra i piedi un animale a cui badare, lui vuole stare solo. 
Larry comincia a farsi vedere in giro, a portare dei regali ai ragazzi (regali alquanto discutibili, tra cui delle siringhe nuove...) e infine decide di regalare al protagonista una lumachina, una piccola escargot francese, posta in un bicchiere di carta di una famosa caffetteria americana. Il ragazzo finirà per affezionarsi moltissimo alla lumaca (che chiamerà Harold), da avere reazioni quasi esasperate ed esasperanti, pur di farla star bene e tenerla in vita (più o meno). Larry, dal canto suo, si pone come un cortese e lodevole "salvatore", accogliendo il ragazzo in casa sua, coccolandolo e facendogli mangiare piatti di ristorante che aveva sempre solo sognato, viziandolo a modo suo e procurandogli sempre nuovi ballons di qualità. 
Ma, alla fine, alla fine di ogni cosa, esce sempre quello che uno è, quello che ha dentro, e la storia si riduce allo squallore di certe storie di sempre: un drogato che sottostà a situazioni assurde per avere la sua "roba" e un ricco benestante pedofilo che approfitta della sua incapacità, debolezza e dipendenza per ottenere i suoi scopi. Il tutto condito dalla storia di questa povera lumachina, che alla fine muore, perché il suo padrone non è in grado di occuparsi di se stesso, figuriamoci di un'altra vita.

Il significato del tutto non è poi così male. I fatti vengono raccontati con quella freddezza delle persone vuote e prive di valori, sono scanditi e diretti, senza preamboli (Leroy di certo non si perde in chiacchiere). Ma non c'è spessore, i dialoghi sono piatti, le parole troppo semplici, senza spinta, senza verve. Insomma, è un libro che non emoziona.

Interessante la decisione della casa editrice Fazi di pubblicare la traduzione con testo originale a fronte, si possono verificare molte cose e capire, effettivamente, quanto essa sia volutamente troppo letterale! La traduzione letterale va bene, ma se non è animata, fa perdere il fascino anche a una citazione fra apici dei Baci Perugina. Insomma, non leggetelo ma soprattutto non compratelo! E' un libro che dentro non ha niente. 



6 commenti:

La Leggivendola ha detto...

Avevo letto qualcosa di Leroy anni e anni fa, ma non mi aveva troppo convinto... troppo compiaciuto squallore per impressionare, secondo me.
Come americano/noir ultimamente ho adorato Pete Dexter :)

un garage pieno di libri ha detto...

noir? uhm... a me questo libro ha fatto pena!

loveandbooks ha detto...

Infatti, della serie: credevo fosse un noir e invece era una schifezza!!

loveandbooks ha detto...

@Leggivendola: mi dai un titolo di Pete Dexter?

Stia ha detto...

Non comprerò!
Grazie del suggerimento.

Fabio Marchisio _ fm ha detto...

Scusate se mi intrometto ma il libro in questione è molto bello. Nella semplicità della narrazione e nelle parole vuote c'è tutto. I sentimenti non devono essere descritti. Io l'ho trovato bellissimo.

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Nota

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