Mio Marito - Dacia Maraini


Un libro che ho letto tutto d'un fiato. Racconti di vita, di morte, totalmente realistici e colmi di vita. La prima edizione del 1968..è ancora perfettamente attuale, intrisa di similitudini con la vita di oggi fino all'orlo.
Dacia non mi stupisce più, mi conquista in ogni suo libro e sfaccettatura.
Dodici racconti che aprono il cuore e come sempre, fanno riflettere.
Le mani, racconto di una donna che non sa e non trova quello che vuole, o che forse lo sa ma che non lo può ottenere..e non può far altro che rassegnarsi al proprio destino.
Mio marito, la storia di una donna completamente sottomessa a un uomo pazzo e sicuro di sè, sia come persona che come essere pensante.
Il dolore sciupa, una vicenda di due donne diverse e sole, che non sanno dove sbattere la testa se non consigliandosi la vita come meglio credono..in modo frivolo e stupido.
Le lenzuola di lino, altro racconto di donna sottomessa al proprio marito e alla sua giovane amante. Ma finchè gli altri non sanno, nulla è reale, nulla è vero.
Marco, attualissima storia di un ragazzo universitario, depresso, solo, che si sente inutile, ma anche di una compagna che non riesce a stargli vicino e ad aiutarlo.
L'albero di Platone, la storia inquietante di una ragazza che perde il compagno e non ricorda quando e come è successo..ma è tutto invece scritto nella sua testa.
Maria, la storia di una coppia di donne infelici, incapaci di comunicare, che si vogliono bene ma sono troppo immature per comprendersi.
Madre e figlio, la storia di un uomo-bambino trattato come un bambino dalla madre, che un giorno muore..e trattato come un bambino da una donna, che un giorno sposa.
E infine il mio preferito..il letargo. Quì Dacia si supera..descrive l'interiorità di una donna insoddisfatta e infelice, profondamente, in modo tenero, dolce, delicato e prorompente.
Un racconto che mi ha aperto il cuore, mi è entrato dentro come solo lei, la Maraini, sa fare.
Eccovene qualche passo:
"fino a pochi mesi fa mi paragonavo a una lumaca senza guscio. Infatti io strisciavo sulle cose, ferendomi ad ogni movimento, senza riuscire a sollevarmi su di esse. Della lumaca senza guscio avevo i movimenti lenti e orizzontali, il corpo allungato e goffo, inespressivo. In più ero come scorticata. Quello che strisciava e urtava e si intrideva delle cose, non era un corpo ben levigato e scivoloso, ma un corpo senza pelle, dalla carne scoperta e dolorante. Per questo io soffrivo e mi aggiravo ciecamente e ottusamente alla ricerca di un riparo senza mai trovarlo"..
Spero di avervi trasmesso la voglia di leggere questo stupendo libro, che lascia qualcosa dentro, la voglia e la tenerezza di sentire la vita, ancora una volta, degna di essere vissuta.

1 commenti:

PanDiStelle ha detto...

di lei ho avuto il piacere di leggere la raccolta "Buio" ( che se non hai letto ti consiglio vivamente ) e quindi capisco a pieno quello che vuoi dire.. la Maraini è davvero un' ottima scrittrice, riesce a trasmettere i sentimenti e le sensazioni come pochi sanno fare.
Credo proprio che cercherò e leggero molto volentieri questo volume che consigli!!

..inoltre voglio farti i complimenti per il blog, ci sono molte recensioni interessanti ^^ che ne pensi di uno scambio di link? mi farebbe molto piacere!! fammi sapere!

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Nota

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