Ami Sakurai - Un mondo innocente

Ho comprato questo libro tempo fa, al volo, a un prezzo scontatissimo e sono stata molto contenta di averlo fatto. Nonostante le molte opinioni negative su anobi, il libro mi è piaciuto parecchio, lo trovo più profondo di quello che possa sembrare all'apparenza e l'autrice, una giornalista giapponese che non ha peli sulla lingua, è davvero dotata. La storia è abbastanza discutibile: una ragazza minorenne, Ami (lo stesso nome dell'autrice, dunque), nata "sbagliata", sofferente, infelice, che non trova e non può trovare la sua strada (e da notare, non è affatto in crisi adolescenziale), si innamora di suo fratello, un ragazzo con un grave handicap mentale.



I due scopriranno il sesso insieme, e Ami comincerà a vedere risorgere le emozioni del fratello, che diventano più intense e luminose, vive e meno dolorose di prima. La vita è difficile per entrambi, Ami non sopporta i propri genitori che non amano il fratello ritardato, lascia la scuola e comincia a farsi una vita sua prostituendosi e contattando i clienti via internet. Lo fa perché deve, perché odia il suo corpo, odia provare piacere con uomini che disprezza, ma il suo cuore appartiene a un uomo soltanto: Takuya, suo fratello.

L'autrice racconta un mondo sconosciuto, lontano e ancora lontanissimo dal nostro, forse che non ci appartiene, forse che non riusciamo a capire, un mondo in cui la sofferenza è talmente avida che ingloba tutto, anche noi stessi, fino a farci quasi perdere il lume della ragione, e a odiarci sperando che prima o poi tutto possa finire, aiutando questa fine. Ami troverà delle carte nascoste e non capirà più chi è, chi sono i suoi genitori che le hanno mentito tutta la vita, di chi è figlia, e se Takuya sia davvero suo fratello.
Ma qualcosa le permetterà, oltre a lui, di restare in vita, e cercare di non sopprimere ancora e ancora l'istinto di sopravvivenza che è dentro di lei, dentro ogni animale vivo: un figlio che porta in grembo, il figlio del suo unico Amore.
Un libro splendido, duro, crudo, pieno di realtà violente e sentimenti che ai più bigotti possono sembrare bassi. Ma, se uno si guarda dentro il cuore, e pensa: che senso ha vivere? La vita non ha senso... allora può capire Ami Sakurai, e apprezzarla. Altrimenti il libro sarà una semplice storia di prostituzione, violenza, incesto, mancanza di valori e società travolta dalla decadenza di persone che non sono degne di farne parte.

Uno spaccato di vita giapponese delle adolescenti di oggi (e di ieri)? Il libro ha quasi una decina d'anni. Ma descrive la sofferenza di una parte di società che esiste, che non si può nascondere, che lotta per la sopravvivenza e che cerca qualcosa di più, qualcosa che abbia un valore ancora, qualcosa che riempia l'animo appena nato ma già vecchio. Dimenticando che dalla propria natura non si scappa, e che il sesso, la droga, l'alcol, la violenza non sono medicine, ma un modo per dimenticare, aspettare, morire un po' prima, per cercare di sopire il vero dolore, quello di un'anima tormentata, che da se stessa non scappa neanche se vuole, perché la sofferenza è una questione esistenziale e non ha età.
Riuscirà un figlio a salvare Ami?

Un libro vero o finto, reale o irrisorio? Resto con il dubbio anche se sono convinta che, per descrivere dei sentimenti in modo così vivido non si possa non averli sentiti o vissuti da vicino.
Un libro che non mi sento di consigliare a tutti, ma che ogni persona che sente e convive ogni giorno con la sofferenza della vita, dell'amore, del sesso, della società dovrebbe leggere, accompagnato da una dose di apertura mentale che forse appartiene a una piccola parte di società, forse troppo piccola per poter essere ampiamente condivisa, purtroppo.

"non riuscivo a perdonare me stessa per il fatto di provare piacere con quei tizi. Eppure, per quanto pregassi di diventare una specie di pietra insensibile, alla fine venivo travolta dai riflessi condizionati delle mie stesse membrane e mi sentivo letteralmente male dal disprezzo che provavo per me stessa. E, cosa strana, era il disprezzo a conferirmi una sorta di energia negativa"
"eravamo come viaggiatori scivolati giù dal cielo notturno. Attraverso una cortina di onde spumose, verso le rovine di una città sommersa dove indugiavano solo ricordi d'ambra, venivamo trascinati senza un solo suono udibile. E quando il silenzio echeggiò profondamente intorno a noi, per una volta il mondo divenne un luogo davvero piacevole e dolce"
"mia madre era una donna crudele. O piuttosto diciamo che non ero del tutto incapace di condividere la cattiveria che la gente sapeva convogliare contro quelli come Takuya e me"
"un ovulo fecondato dall'illusione perdeva ogni ragion d'essere, quando quell'illusione svaniva"
"volevo che noi due, l'embrione, il donatore di sperma e mia madre fossimo fatti a pezzi, finché non fosse rimasto più nulla da distruggere. Non c'era altro modo per me, per ricominciare a vivere"
"forse qualcuno, da qualche parte, si renderà conto che fare sesso per mille volte, masturbarsi per un milione di volte non rappresenta certo la salvezza"
"ma in me s'era verificato anche un altro cambiamento. Avevo anche cominciato a credere che la mia esistenza a questo mondo potesse diventare accettabile. Mettere al mondo una nuova vita non serviva forse a compensare l'onta rappresentata dalla mia stessa nascita?"
"chi non riesce ad adeguarsi ai miei bioritmi, non ne ha il diritto"
"ero stufa marcia di subire i capricci di quel fardello di casualità che chiamiamo vita"
"non potevo essere la salvatrice di Takuya. Ma insieme, noi due eravamo due valve di conchiglia che combaciavano, che si riempivano vicendevolmente il vuoto nel cuore come nessun altro avrebbe mai potuto fare"
"il mio caro, irresponsabile paparino mi aveva trasmesso una mente sana e una sensibilità grazie alle quali non riuscivo ad adeguarmi a questo mondo"
"non appoggiarti mai ai genitori, ai parenti, ai fidanzati, agli amici, a nessuno del genere. Se prenderai alla lettera questo consiglio non dovrai mai disperarti, qualsiasi cosa ti accada nella vita"
"le emozioni non sono formule matematiche"
"se la pianta non compie in qualche modo il ciclo trasmigratorio della sua stessa essenza, avulsa da tutto il resto, si disfa e muore"
"vedi quelle nuvole? Se lassù ci fosse qualcuno che cammina come me e te, per quella gente noi avremmo l'aspetto della luna e delle stelle?"

3 commenti:

Clau nel garage ha detto...

ammazza che pesantezza... comunque non confiderei troppo nella componente autobiografica, spesso in caso di argomenti "scabrosi" viene millantata ad arte per incuriosire il lettore... come j.t. leroy insegna :-)

Anonimo ha detto...

questo libro è talmente brutto che mi dovrebbero ridare i soldi dell' acquisto e pagarmi i danni morali per averlo letto. Ha la pretesa di introspezione, invece è semplicemente squallido .

love and books ha detto...

E' squallido per una morale cattolica. E' una storia vera, un primo passo per la consapevolezza e la diffusione di tragedie come queste. Non ha senso giudicare l'oriente quando non lo si conosce, e non lo si può conoscere se non si è orientali.

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Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.