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Posts filed under Garzanti
Il primo romanzo di Capote, venuto alla luce solamente dopo la sua morte e pubblicato postumo grazie all'amico "avvocato" Alan Schwartz, che immagina un Capote molto incazzato ma sorridente, che gli punta il dito dicendo: "sei un avvocato molto cattivo!".
Un romanzo vivido che entra nel cuore e che me ne ha ricordati altri, seppur molto diversi e non paragonabili (
La bella estate di Pavese,
La vacanza di Dacia Maraini,
Jules e Jim di Roché), forse per l'atmosfera estiva che traspare, per l'amore per una città che ti entra dentro nelle ossa (una bellissima e sfuggente New York), per la caducità delle bellezze della vita, che a volte sono così belle e inafferrabili che tu non sai proprio come gestirle.
Un romanzo che desideravo leggere e mi è stato regalato da una persona speciale, dolce e delicato come lei, e al contempo una lettura leggera e di svago.
Rafik Schami avvolge con le sue storie da mille e una notte ambientate a Damasco, la città dove è nato e che gli è rimasta dentro, nonostante abbia trascorso la maggior parte della sua vita in Germania.
Il protagonista è Salim, un vecchio cocchiere molto conosciuto a Damasco per la sua abilità nel raccontare storie, abilità che si fa magia agli occhi dei suoi ospiti, degli amici e dei conoscenti. Salim vive solo, ha perso la moglie e ora ha perduto anche la voce. La sua voce suadente, che incantava, che conquistava e lasciava tutti a bocca aperta. Salim è disperato, un uomo senza voce non può ascoltare, perché per poter ascoltare è necessario anche parlare. Così comincia l'avventura, in cui gli amici più stretti di Salim racconteranno ogni notte, uno alla volta, una loro storia, per rompere l'incantesimo che ha tolto al cocchiere la parola.
Ho appena terminato di leggere questo libro, l'ho chiuso e devo dire che mi ha scossa. La fine è veramente dolorosa. Culicchia è un autore che lascia trasparire la verità, la realtà, la sofferenza, la crudeltà. E lo fa con arte, stile e semplicità. Con purezza. Alcuni scrittori possono trafiggerti l'animo e il cuore come l'amore, quando è però doloroso. Questo finale mi ha trafitta, mi ha fatto tornare a vecchissimi ricordi che avevo sopito. E mi ha sorpresa. Dentro.
La storia è quella di Attilio, detto Attila, un ragazzo di 14 anni, e di un anno molto importante per la sua vita e la sua crescita, il primo anno di superiori, il 1977. Un anno politicamente difficile, un anno di cambiamenti, un anno che ti schiaffa addosso la realtà e ti fa diventare uomo per forza.
Nota
Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.