Marcela Serrano - Quel che c'è nel mio cuore

quel che c'è nel mio cuore Marcela Serrano
Ecco quel che c'è nel mio cuore, furono le sue parole alla fine del racconto della sua vita, come usano dire le donne maya quando concludono una storia. 

La storia che racconta Marcela Serrano in questo libro è quella di Reina Barcelona, una donna uruguayana con profonde radici messicane, che sceglie San Cristobal de Las Casas come dimora definitiva e luogo di rinascita. Una donna combattiva, che lotta da sempre per l'uguaglianza dei diritti dei popoli e delle donne, che ha dedicato la sua vita (e il suo destino) alla causa zapatista, che non smette mai di credere alla giustizia e alla serenità delle genti. Reina era un'amica della madre di Camila, cilena trapiantata a Washington, succube del marito e del proprio destino famigliare, che si reca a San Cristobal per un'intervista. E' un'occasione, uno spunto di rinascita interiore, per darsi spazio e forse dimenticare il suo bambino morto di una dolorosa malattia. E le domande che si pone Camila non sono solo esistenziali ma anche politiche. Nelle sue vene scorre il sangue cileno della condizione sottomessa della donna che trova sfogo in una città perduta ma non perdente che ti fa innamorare di sé e dei suoi uomini, che tutto sono fuorché messicani.

Chi ha ucciso Michael Jackson?

michael jackson libro
Premetto di non essere una fan di Michael Jackson ma di rispettarne il florido e meritatissimo splendore artistico. Premetto che non ho neanche capito chi abbia scritto questo libro, che nella copertina pare sia stato creato dallo staff di Top Secret (credo un noto programma tv di misteri condotto da Claudio Brachino? Potrei sbagliarmi e chiedo scusa, ma vivo degnamente anche senza televisione), che è comunque a cura di Gregoriana Labarile. Premetto di non sapere neanche perché ho acquistato questo libro... forse per il mio fanatismo da megalomane nel comprare tutti i libri che abbiano una copertina morbida e piacevole al tatto, che stiano comodamente dentro la mia borsa (che non è mai enorme, anzi), che costino poco (o almeno rispettino la magrezza del mio portafogli) e che, naturalmente, mi colpiscano a prima vista! Ecco perché forse ho comprato questo libro...

Federica Bosco - S.O.S. Amore

federica bosco sos amore
Federica Bosco è un'autrice che mi piace molto: fresca, spigliata, brillante, intelligente, divertente, ironica. Leggere i suoi libri, seppur leggeri, è rilassante. Permette di dare uno stacco alla mente, di non pensare, di lasciarsi andare alla frivolezza. Nonostante ciò, non la ritengo affatto un'autrice frivola ma anzi, una persona normale e naturalmente dotata che fa sorridere e divertire.

S.O.S. Amore è l'ennesima storia strampalata di una donna che si ama poco, racconta a tutti un sacco di balle, non è bellissima, ha un lavoro precario, 35 anni suonati ed è irrimediabilmente single. La donna in questione si chiama Chiara, vive con la sorella Sara, ha una sorellastra di nome Gaia Luna, un'amica insopportabilmente bellissima e stronza (Barbara), uno pseudo fidanzato che però è sposato ma dice di amarla moltissimo, che è anche il suo avvocato, che è anche il suo capo. 

Wladyslav Szpilman - Il pianista

Szpilman il pianista
Il pianista è un libro commovente. Scritto di getto subito dopo la fine della guerra, è un piccolo gioiello da conservare con cura, perché dentro non c'è solo la storia ma tantissime emozioni.
La vicenda è quella dello stesso autore, un noto pianista polacco di Varsavia. Un uomo che è miracolosamente sopravvissuto allo sterminio nazista e si racconta, e lo fa in modo quasi distaccato, come se si guardasse dall'alto, come se il dolore e l'atrocità gli abbiano regalato quella fermezza che appare, agli occhi dei superficiali, una sorta di insensibilità.

Wladyslav Szpilman lavora alla radio polacca. Suona il pianoforte ed è un pianista affermato e conosciuto. La sua famiglia è ebrea, originaria di Varsavia, e abita una delle zone che poi, durante la guerra, verranno inglobate all'interno del ghetto. Non si tratta quindi dell'esperienza di un internato, ma di un comune abitante di Varsavia ridotto a fame e miseria e incredibilmente riuscito ad evitare la deportazione fino alla fine. 

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Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.