Un libro che mi portavo avanti da qualche mese, perché importante, impegnativo, ricco. Da assaporare pian piano. Un libro in cui a parlare è un gatto, dal pelo grigio e giallo. Un gatto intelligente, senza peli sulla lingua, cinico, sfacciato, a tratti maleducato, presuntuoso, filosofo e scettico. Un gatto di due anni che dimostra un cervello di gran lunga superiore a quello degli uomini, compagni da amare e disprezzare.
Soseki si fa abilmente portavoce del primo grande romanzo giapponese scritto all'occidentale, dove, tramite un protagonista inconsueto, dice la sua riguardo i principali cambiamenti che la società moderna occidentale ha portato al Giappone dei primi anni del '900. Un'epoca che sembrava di ferro, ma che non poteva non essere soggetta ai cambiamenti della civiltà moderna.
Tramite situazioni ripetitive, a volte curiose e poco umane, Soseki ci porta alla scoperta di un lato del Giappone per la maggior parte di noi ancora inesplorato, ma tutto ancora da sondare.


