Home »
Archives for gennaio 2011
Un libro preso a caso su uno scaffale della biblioteca, dopo aver letto la parola magica URL. Da blogger accanita, non ho proprio resistito alla tentazione, mi sono incuriosita e, con la scusa della voglia di una lettura facile e leggera, l'ho preso.
La protagonista è una mamma, anzi una extra mamma, con due figli e un marito manager, che per vivere fa la traduttrice part time, dato che i figli, la casa e il cane Bart le prendono gran parte del suo tempo. A intralciarla nella sua realizzazione personale ci sono anche gli abitanti del suo quartiere, una zona un po' snob a Milano, in cui tutti si fanno gli affari di tutti e ficcano il naso nella vita degli altri senza pietà.
Ad accompagnarla nella sua quotidianità di mamma e di donna il suo blog, una piccola isola felice dove Silvia può sfogarsi e raccontare tutte le sue sfighe ma anche i suoi sogni, i suoi segreti, la sua femminilità.
Un luogo dove si possa riposare in pace, uno stacco dal tram tram, e un regno personale inscalfibile, non esente anch'esso però da pettegolezzi e falsità. Nella rete ognuno può essere ciò che vuole, può crearsi un mondo parallelo, una realtà diversa e forse più sognante, ma finisce sempre per raccontare qualcosa di sé, per cercare condivisione, per affezionarsi alle sue amiche blogger e instaurare un rapporto particolarissimo e forse più stretto di quello che si ha con le "amiche" reali.
Finalmente mi sono decisa a scrivere questa recensione su Io e Te, il nuovo libro di Niccolò Ammaniti, un autore che mi piace, che stimo molto e che ho sempre considerato brillante e profondo. Io e te appare come un piccolo libricino, quasi un lungo racconto, ha le pagine in carta riciclata (che, ahimè, vengono via se non siete lettori troppo delicati) e si legge davvero in fretta.
La storia è quella di Lorenzo, un adolescente diverso dagli altri, particolare, che adora la sua famiglia ma è nello stesso tempo molto chiuso con le altre persone, con cui non riesce a legare, e che considera noiose, di un livello più basso, ripetitive, senza nulla che possano affascinarlo o accrescerlo.
I genitori non lo capiscono, nonostante l'affetto, pensano che lui abbia dei problemi psicologici, che la socializzazione sia importante, ma Lorenzo sta bene così, basta a se stesso, non ha bisogno degli altri, anzi, per dirla tutta, a lui degli altri non frega proprio niente (perché non mi lasciavano in pace? Perché dovevo essere uguale agli altri? Perché non potevo vivere per conto mio in una foresta canadese?).
L'autrice mi aveva entusiasmata con il suo
L'eleganza del riccio, così ho comprato anche questo libro, sognando forse un'altra magia letteraria. Purtroppo non è stato così. Anche se il romanzo è scritto molto bene, in modo che solo uno scrittore colto e intelligente può fare, la trama è tutta improntata sul cibo, sul piacere che questo provoca ai sensi, sulla ricerca del sapore primordiale, sui racconti di un uomo che di mestiere fa il critico gastronomico e che vive di quello e solo per quello.
Una trama difficile per me, che considero comunque la qualità del cibo essenziale per vivere, ma sono una donna che mangia per vivere e non che vive per mangiare, e che non apprezza, purtroppo, l'eccesso anche in questo. Non mi piace chi pensa sempre a mangiare, chi idolatra il cibo e chi non vede l'ora di provare sempre nuovi ristoranti. Non sono fatta per queste cose e di conseguenza non ho potuto apprezzare il libro, come forse invece, chi ama la ricerca del piacere in ogni cibo che assaggia, può fare.
Nota
Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.