Marco Missiroli - Il buio addosso

Non mi ha colpita il giovane scrittore Missiroli con questo suo primo libro che leggo. L'ho trovato stantio e noioso, il finale si capisce fin dall'inizio e la sofferenza è raccontata più come un tema di scuola che entrando dentro i veri sentimenti della protagonista.
La storia è quella di una zoppa, una bambina che nasce con una gamba atrofica in un piccolo paese chiuso e bigotto, dove tutto deve essere perfetto e dove non c'è posto per gli storpi. La bambina è la figlia del sindaco di R. R punto (R.) è il nome che l'autore sceglie per il paese. Non ho ancora capito che significa R e ho trovato la cosa un po' fastidiosa! Cosa significa R.? Vorrei saperlo.


Paola Mastrocola - La gallina volante

Un libro leggero e piacevole, che si fa leggere in fretta e che conserva tutta la genuinità di una scrittrice che ti lascia sempre qualcosa dentro.
La storia è quella di Carla, un'insegnante di liceo insoddisfatta della scuola e forse anche un po' della sua vita, che come sfogo e fine trova quello di costruirsi con le sue mani un pollaio con 24 galline, 12 per il giorno e 12 per la notte. Il suo sogno è decisamente impossibile: far volare una gallina, ma non farla svolazzare, ma farle proprio prendere il volo, come tutti gli altri uccelli che volano. Altrimenti perché le galline avrebbero le ali? Tra scherzo e realtà la Mastrocola ci porta ancora generosamente nel suo mondo della scuola, della vita, della tristezza, e ci mostra una donna forte e fragile, che non si da per vinta e che cerca in tutti i modi di darsi un perché, di scavare a fondo, di illuminare la strada a chi la sa capire.

Giuseppe Culicchia - Il paese delle meraviglie

Ho appena terminato di leggere questo libro, l'ho chiuso e devo dire che mi ha scossa. La fine è veramente dolorosa. Culicchia è un autore che lascia trasparire la verità, la realtà, la sofferenza, la crudeltà. E lo fa con arte, stile e semplicità. Con purezza. Alcuni scrittori possono trafiggerti l'animo e il cuore come l'amore, quando è però doloroso. Questo finale mi ha trafitta, mi ha fatto tornare a vecchissimi ricordi che avevo sopito. E mi ha sorpresa. Dentro.

La storia è quella di Attilio, detto Attila, un ragazzo di 14 anni, e di un anno molto importante per la sua vita e la sua crescita, il primo anno di superiori, il 1977. Un anno politicamente difficile, un anno di cambiamenti, un anno che ti schiaffa addosso la realtà e ti fa diventare uomo per forza.


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Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.