Daniel Pennac - Grazie


Ho preso questo libro in biblioteca ma non mi è piaciuto affatto, purtroppo. Pennac mi piace molto, lo trovo geniale, ma in questo libro..non mi ha convinta. Piccolo monologo di uno scrittore che ritira un premio letterario ed è "costretto", per così dire, a rivolgersi al suo pubblico, che alla fine, non conosce nemmeno. Dialogo quasi forzato, il pubblico c'è ma non si vede, e lo scrittore ha già detto tutto nel suo libro, è superfluo parlare ancora, anzi forse..inutile. Allora, se proprio dobbiamo dire qualcosa, facciamolo! Ma come? Sembra che Pennac non trovi davvero le parole da dire, se non un vero sollievo alla fine del libro e del suo..monologo.
Non sono delusa da Pennac, cerco di trovarci del buono comunque. Forse il suo era un tentativo voluto di annoiare il lettore? 

Ma Jian - Spaghetti Cinesi


Non avevo mai letto un libro di un cinese e questo mi aveva attirata..dalla copertina (tanto per cambiare!). Il libro è stato bandito in Cina e l'autore è andato a vivere a Londra. Devo dire che mi aveva colpita il giudizio di Jonathan Safran Foer (che adoro): "spaghetti cinesi è immensamente divertente e profondamente serio. E' un libro da celebrare". In effetti il libro..è sia divertente che serissimo, anche se ho fatto davvero fatica a finirlo. L'autore racconta la Cina ai tempi della dittatura, e lo fa inventandosi dei personaggi particolarissimi, che forse presentano costumi e modi di fare tipici cinesi dell'epoca ma..che lasciano davvero senza parole. Un personaggio è ad esempio un donatore di sangue professionista. Che sarà mai? Un uomo che raccoglie sangue e lo rivende all'ospedale, senza farne alcun controllo specifico. Un uomo ricchissimo, perchè il sangue serve sempre, convinto di fare del bene alla gente, ma tremendamente egoista, visto che il sangue non viene minimamente analizzato, come tutti i criteri obbligatori per la donazione di sangue (peso, altezza, quantità, ecc.). Esisterà davvero questa figura in Cina?
Un personaggio particolarissimo è poi un ragazzo di 30 anni che ha un suo forno crematorio privato. Lui và in casa della gente, preleva il morto, lo crema e riporta le sue ceneri. Un servizio che si fa pagare di più di quello pubblico ma che è più discreto e veloce. Lui vende gli abiti (che poi toglie prima di cremare le persone, e li rivende il giorno dopo come nuovi), offre un catalogo di scelta della musica che il morto potrà "ascoltare" mentre viene bruciato, e riporta le ceneri, che non sempre sono quelle del morto corrispondente.
Il suicidio a teatro, un suicidio vero, assorbito dalla cultura giapponese, è il racconto forse più tragico. Una ragazza si fa mangiare viva da una tigre in seguito a una profonda delusione d'amore. Soltanto dopo la morte sarà felice. Lo spettacolo è pubblico, la ragazza muore davanti alla gente che non batte ciglio.
Ogni racconto è intrecciato con l'altro, e in ogni figura appaiono la debolezza e le crudeltà di una popolazione completamente sottomessa a un regime con delle regole davvero fuori dalla nostra portata immaginativa. Avere un cane è proibito, non si possono portare gonne strette, perfino avere un seno bello e abbondante genera esaurimenti nervosi. Non parliamo poi degli stupri di massa, frequentissimi, che acclamano folle di spettatori inerti davanti alla tortura di giovani ragazze, giudicate nella loro tragedia per un semplice vestito. 
Insomma, uno scorcio della Cina che non conosciamo, che non abbiamo conosciuto, di una Cina lontanissima da noi? Se ci penso mi vengono quasi i brividi. Un libro che dovrebbe essere letto, anche se ogni personaggio è decisamente forzato. Reale? Irreale? Non saprei dirlo..ma sicuramente di riflessione. L'ultima storia è quella di un uomo che ama il suo cane. Lo nasconde per non farlo portare via dallo Stato. Ma verrà scoperto. E' forse il racconto che potrebbe avere più suscitato più scalpore. L'autore dà voce ai suoi pensieri attraverso quelli di una figura neutra, un cane per l'appunto, che si lamenta, che vede oltre, che pensa come un umano. E che per questo viene amato, più di un umano che non riesce ad andare oltre la sottomissione che gli viene imposta. Da leggere, anche se ho fatto fatica verso la fine. Sicuramente non un libro eccezionale ma uno scorcio di una Cina davvero lontana. 

"un uomo può sopportare di smarrire la strada, ma non di non avere prospettive"

Frank Mc Court - Le ceneri di Angela


Un libro ironico, divertente e molto triste questo di Frank Mc Court, scrittore brillante, che si fa leggere. Nonostante la difficoltà iniziale (il libro è un susseguirsi di eventi tragici), non mi sono data per vinta e dopo la prima parte sono andata via veloce nella lettura. La storia è quella di Frank e della sua famiglia di irlandesi trapiantati a New York, che tornano in Irlanda a vivere in povertà. Il padre di Frank infatti non riesce ad avere un lavoro stabile perchè ha il vizio del bere. In famiglia poi sono in 6, anche se poi sarà un susseguirsi di morti e rinascite. Il protagonista racconta la storia della sua famiglia vista con gli occhi di un bambino, con immedesimazione che lascia davvero molto. Ma fornisce anche uno scorcio dell'Irlanda, della sua povertà, del lato umano e non umano della sua gente, della tristezza di una mentalità che non lascia vivere. Una crescita difficile, non solo per la mancanza di denaro, ma anche per un padre inesistente, una madre sola e distrutta, la gente che non capisce, le insoddisfazioni, l'essere americano in una terra che senti tua e che allo stesso tempo ti è estranea, con la voglia di essere qualcuno, e di scappare. Frank riuscirà a realizzare il suo sogno, tornare in America e cominciare finalmente a vivere. Veramente commovente. 

"la mano umana è una paracula ignobile e non si sa mai che cosa va facendo"


Leggi la recensione del film Le ceneri di Angela

Knut Hamsun - Sotto la stella d'autunno



Ancora un viaggio. Un uomo borghese che si toglie gli abiti e prova a vivere da lavoratore, a scendere un gradino più in basso, a cercare e tentare di ritrovare se stesso. Un uomo colto che riesce a vivere a un livello più basso, a relazionarsi con persone di ceto sociale inferiore..e ad essere altrettanto uomo, altrettanto stimato, altrettanto. Mi sono innamorata di questo personaggio, all'apparenza un po' snob, ma con tanto da dare. Parole semplici ed efficaci, più fatti che descrizioni di sentimenti, ma questi sono riassunti in poche ma essenziali frasi. Dopo un lungo percorso, cosa è rimasto? Cosa ti lascia dentro il cuore un'esperienza di vita più umana? L'uguaglianza totale degli uomini. Questi uomini che si relazionano, si tradiscono, si amano, si lasciano, si affrontano, si odiano. Questi uomini che è possibile frequentare ed amare soltanto..se li si capisce, la condivisione non basta. La frase finale è il clou del racconto, del passaggio, del viaggio. L'uomo che per i suoi scopi è disposto a tutto, anche a nascondersi dietro se stesso.
L'uomo che diventa noioso, spesso inutile. L'uomo che ti porta lontano, ti fa chiudere in te stesso, e ti fa sognare di partire di nuovo, per altri mondi inesplorati..di ovvia e forse patetica, ma profondamente agognata solitudine. 

"Signori nevrastenici, come esseri umani valiamo poco e anche come specie animale non siamo granchè. Così, un giorno, mi verrà a noia l'essere privo di coscienza e ripartirò di nuovo, verso un'isola"

Fuoco fatuo - Willem Elsschot


Un piccolo libricino che si fa leggere in fretta, davvero ricco. Una serata raccontata con amore piacevole e cortese, trascorsa in compagnia ci tre marinai afgani in cerca di una ragazza che quella stessa mattina avevano conosciuto nella loro nave. La ragazza aveva lasciato loro nome e indirizzo volutamente sbagliati, accettando tre regali. Il protagonista, un uomo abitudinario ma buono d'animo, viene spinto dalla benevolenza e accetta di accompagnare i tre per le vie della città di Anversa, per trovare la ragazza. Inizio positivissimo, un uscire dagli schemi anche per lui, che poi si trasforma in qualcosa di diverso, di più profondo, un dialogo esteriore ed interiore con una cultura diversa, una scoperta dell'amicizia oltre la razza, della fratellanza, dei sentimenti che sono sempre gli stessi, e del profondo rispetto per il prossimo. La ricerca di una donna che alla fine non si trova, ma che permette una condivisione forse più intima della diversità e uguaglianza tra gli uomini. Molto carino.

"i sogni che si realizzano scorrono via come acqua tra le dita"
"non tutti sono capaci di dare pensando anche a se stessi, in modo che lo spirito freni la mano"
"l'uomo potente deve sempre tenere la forca, mentre all'uomo felice nessuno può fare del male"
"come le immagini che si vedono nell'acqua. Quando si tenta di afferrarle non c'è niente. O come i fuochi nelle paludi. Si può inseguirli, ma non raggiungerli"
"il mio spirito ha vacillato, ma non il mio cuore"
"uno straniero servizievole è un faro nella notte"
"è difficile lasciarla. E più prudente parlarle senza toccarla"
"i veri amici non hanno bisogno di pegni per ricordarsi"




Andrea De Carlo - Yucatan


Un libro che ho amato data la mia passione per i viaggi, ma che mi è rimasto meno nel cuore rispetto ad altri più belli e profondi di De Carlo. Si parla di un lungo viaggio avventuroso attraverso la California del Sud, emozioni, scoperte, passioni condivise e non, stanze d'albergo, turismo. Ancora una volta un viaggio raccontato e descritto interiormente, che però diventa quasi un lungo monologo con se stesso, un racconto di paesaggi alla fine non visti. De Carlo mi piace ma se dovessi consigliare qualche suo libro a chi non l'ha mai letto non direi di cominciare da questo.
Da leggere invece se amate particolarmente il Messico!

Cesare Pavese - Il diavolo sulle colline


Secondo di una trilogia (consiglio di leggerla in ordine, partendo da La bella estate), Il diavolo sulle colline è la storia di un ragazzo adolescente, molto sognatore, che vive nella sua realtà costruita di fantasia e di attesa continua. Un romanzo nostalgico, in cui Pavese descrive se stesso e le sue fragilità, la sua crescita interiore difficile, la sua voglia di cambiare la sua vita non riuscendoci, la sua tristezza. Tre amici scappano dalla città per poi ritrovarsi nella campagna piemontese, inizialmente per una gita, e poi per uscire dalla falsa certezza della quotidianità, che comunque non cambia mai. Un romanzo molto bello e intenso, da leggere con immedesimazione profonda. 

Niccolò Ammaniti - Ti prendo e ti porto via



Ho trovato un Ammaniti splendido in questo libro, comprato ancora a Bologna, in una libreria del centro, tanti tanti anni fa. Mi ha conquistata. La crescita di un ragazzino, il primo vero amore, la scoperta di una società e di una realtà che non immaginava, lo scenario di un piccolo borgo e della vita all'interno di esso, dove tutto non è quel che sembra, apparendo quasi ovattato di placido silenzio. L'autore è veramente capace nel rendere la lettura scorrevole e appassionante, con colpo di scena finale, che se si conosce un po' la vita e le sue sfaccettature, si può facilmente prevedere. Bello, molto bello, da leggere. 

"è sempre bello vedere qualcuno che si ammazza perchè ha paura di te"

Cesare Pavese - La bella estate


Primo libro di una trilogia (seguito da Il diavolo sulle colline e Tra donne sole), La bella estate racconta la storia di una ragazza adolescente che scopre l'amore e il sesso, sullo sfondo di una Torino grigia e quasi appannata. Ginia è una giovane ragazza che  non ancora donna si innamora di un pittore che frequenta l'ambiente artistico e sregolato della boheme torinese. Il ragazzo riuscirà a sedurre Ginia, e l'amore non corrisposto viene descritto amabilmente, ingenuamente, in modo dettagliato ed estremamente realistico, nonostante a viverlo sia una donna e non un uomo. Libro di grande e profonda sensibilità, colpisce meno degli altri due, ma forse bisogna anche provare ad immedesimarsi in quegli amori che, quando si è ormai cresciuti, paiono a volte quasi dimenticati. L'arte del sentimento si fa pura ed estrema, Ginia soffrirà, come soffrono tutti gli innamorati, adolescenti o meno, in qualche modo voluti e non corrisposti.

"un certo mondo borghese, che non fa nulla e non crede a nulla"
"non bisogna conoscersi per volersi bene"
"nessuna ragazza è bella come una collina"

Andrea de Carlo - Due di due


Primo libro che ho letto di De Carlo, mi ha fatto innamorare del suo stile e ho cominciato, da questo, a leggere tutti i suoi romanzi. La storia di due ragazzi, due amici, molto diversi, che si vogliono bene e crescono insieme, nelle mille difficoltà che accompagnano l'adolescenza. Mario e Guido, due personalità opposte, che si aiutano a vicenda e insieme si completano. Una lunga amicizia, una crescita esteriore ma soprattutto interiore, una finestra verso l'età adulta, intrecci di vite e situazioni differenti, vittorie, delusioni, successi e infine la maturità, che unisce e separa. Ma i sentimenti rimarranno per sempre.
Bellissimo!

"niente è così stabile da poterlo dare per scontato"
"non c'è niente di inevitabile nel mondo com'è adesso"

Francesco Guccini - La legge del bar e altre comiche


Ho letto soltanto questo libro di Guccini e l'ho trovato molto simpatico! Sono un po' di parte per chè adoro il Guccio, ma se vi piace il suo modo di essere e amate i suoi concerti (più parlati che cantati, devo dire), allora apprezzerete anche questo libro: una raccolta di aneddoti, racconti e riflessioni che ricordano moltissimo i suoi discorsi dal vivo. La gag fa da padrona, ma anche un leggero pizzico di autobiografia che non guasta. Davvero carino! Il libro presenta diverse illustrazioni di Andrea Pazienza e di altri noti vignettisti.


Elio Vittorini - Uomini e no


Un libro da leggere. La Milano occupata dai nazisti che si racconta, e lo fa attraverso gli occhi dei partigiani, i loro sentimenti, le ribellioni, il desiderio di vittoria. La storia è quella di Enne2, nome in codice per il comandante dei partigiani della zona, che tra bombe, attentati, tristezze e rimpianti, racconta la sua guerra. Il libro scorre, conquista pagina per pagina e rappresenta un messaggio importante di ricerca di un'etica in qualche modo sofferta e disperatamente voluta. 
Una testimonianza importante, sotto forma di romanzo, dell'epoca della Resistenza.

"la musica non suona e non c'è niente da fare"

Michael Cunningham - Le ore


Premio Pulitzer 1999, premio Grinzane CAvour 2000 per la narrativa straniera per Le Ore di Michael Cunningham, scrittore americano, autore del libro da cui è stato tratto il film "The Hours". Mi piace leggere i libri di cui hanno fatto anche il film! Ho comprato questo perchè il film mi era piaciuto moltissimo, e volevo leggere l'idea di un premio Pulitzer.
Il libro racconta la storia di tre donne: Virginia Woolf, Clarissa Vaughan, editrice di New York dei giorni nostri e Laura Brown, una casalinga americana del dopoguerra. 
Tre epoche diverse per tre donne che hanno molto in comune, le loro vite si intrecciano in un romanzo che è la vita stessa e che si fa letteratura. Idea molto interessante, ad essere raccontati sono drammi quotidiani e non in una chiave profonda e culturale. Il romanzo appare poco scorrevole in qualche punto e stavo per arrendermi.. ma è sicuramente ben fatto e lo consiglio.



Delicious Save this on Delicious

Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.