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domenica 31 gennaio 2010

0 Dacia Maraini - La nave per Kobe


Questo libro, dedicato alla madre, ha un sottotitolo: "diari giapponesi di mia madre".
Non un diario, qualcosa di più. La Maraini ripercorre le vicende della sua famiglia, dall'infanzia all'adolescenza, attraverso un grande viaggio in nave che la porterà alla scoperta del Giappone. Ricorda Dacia, attraverso il quaderno di sua madre, ricchissimo di pensieri e fotografie, cartine tracciate, sorrisi. Una riscoperta delle prime emozioni, le prime parole, i primi passi, la scuola e il meraviglioso mondo della cultura giapponese, così diverso e affascinante. Dal viaggio sulla Conte Verde verso Kobe, a un viaggio interiore più profondo e toccante, tra il Mar Rosso, Bombay, Sumatra, Malacca, Manilla, Hong KongShangai
Dedicato a chi possiede un'anima nostalgica, a chi ama la Maraini e vuole conoscerla meglio, a chi è affascinato e vuole lasciarsi conquistare da questo luogo lontano e misterioso che è il Giappone.

"come siamo incredibilmente fedeli a noi stessi pur cambiando tanto da non riconoscerci!"
"le attese sono serpenti che si snodano nella nostra mente addormentata"
"non potrei vivere senza leggere"

sabato 30 gennaio 2010

0 Barbara Gastaldi - Senza nome e senza titolo


Un libro che mi è stato regalato e che ho letto tutto d'un fiato.
Si fa leggere Barbara Gastaldi, una storia scorrevole e scritta in modo tagliente e diretto.
Un uomo confuso, disarmato dalle vicessitudini della vita, intrigato da una sensuale vicina di casa, lasciato solo da una stupenda amica, una donna che lo avvolge completamente e lo rende irrimediabilmente confuso e solo..e poi la sua creatività, perduta, presente, stanca?
Un uomo intelligente, un uomo come tanti, un uomo perduto dentro se stesso che cerca al di fuori di sè il suo perchè, il suo fine..uno stimolo per poter andare avanti. 
E la sua vita resterà come prima, o cambierà? Esisterà una svolta oppure resterà tutto uguale?
Linguaggio splendido, per un'autrice esordiente che ha tanto da dire e che lo fa con la schiettezza e la brillantezza di tutte le donne che si definiscono "brutte" ma che non lo sono affatto.

1 John Steinbeck - Uomini e Topi


Cosa posso dire se non..leggete Steinbeck e vi aprirà davvero nuovi orizzonti.
Un piccolo ma grande romanzo, intriso di puro realismo, dove dramma e denuncia sociale camminano a braccetto. Due uomini diversi che vivono la stessa amara vicenda, una storia violenta che finisce in tragedia, come deve d'altronde essere. 
Due uomini poveri che sperano nel futuro e che si aiutano come possono, l'uno con la sua bontà d'animo, l'altro con la sua saggezza. Sperano, per un futuro che tutti vorrebbero migliore.
Ma la vita, la realtà, è a volte diversa da ciò che ci aspettiamo, da ciò che vogliamo, e spesso i soli sacrifici non bastano. Predominano sentimenti puri e tremendamente reali come sfruttamento sociale, ingiustizia, sofferenza umana. E Steinbeck li descrive con passione.
Da leggere.

"i libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno che gli stia accanto. Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purchè ci sia. Vi so dire che si sta così soli che ci si ammala"

0 Scoprire Ferrara con nonno Lu - Carlo Bassi




Un libricino per ragazzi (e non) scritto con semplicità e maestria da Carlo Bassi.
L'autore si immedesima in Ludovico Ariosto, facendosi chiamare "nonno Lu", e racconta la sua Ferrara, dai tempi medioevali a quelli di oggi, con illustrazioni, foto, disegni a colori.
Ed ecco come comincia a raccontare: "C'era una volta una città cinta da robuste mura e con al centro un grande Castello che pareva quello dei cavalieri templari...".
Già l'inizio sembra avvicente! L'idea è molto interessante, perchè alla scoperta di Ferrara, si accompagnano le vite e le vicende di 6 ragazzini, a cui nonno Lu vuole far scoprire a amare la città com'era prima e com'è adesso.
Così si dà il via al racconto de "i primi secoli della città di Ferrara", in cui viene descritta Ferrara ai tempi del medioevo, quando era tutta (o quasi) sommersa dall'acqua. Lo sapevate ad esempio che Piazza Travaglio era un'enorme palude? O che Via Ripagrandeanticamente era la riva d'approdo per le barche del Fiume Pò? E che Via delle Volte era un'antica strada in cui passavano le barche, e in cui i mercanti avevano le loro abitazioni che usavano sia per vivere che per smistare le merci?
Il libro si snoda alla scoperta di Ferrara, con una passeggiata immaginaria, che ne svela i segreti. Ed ecco la Cattedrale, ciò che resta della Chiesa di San Romano ormai Museo della Cattedrale, ecco spiegato il famoso "volto del cavallo", le torri del Castello..e l'attuale Torre della Vittoria, che sembra antica ma che invece è stata costruita nel 1930!
Il Giardino degli Aranci appare con vesti diverse..immaginate, una volta le arance crescevano anche a Ferrara! E le piccole fessure, presenti nella Delizia..venivano usate dalle principesse per spiare la gente del popolo. La passeggiata continua lungo l'antica Via degli Angeli, oggi chiamata Corso Ercole d'Este IPalazzo dei Diamanti, con i suoi significati, Porta degli Angeli e le Mura, fino ad arrivare al cuore della città con Palazzo ParadisoPiazza del MunicipioVia Mazzini, l'antica strada ebraica, e ancora Piazza Ariostea, la prospettiva della Giovecca, la Certosa..continuando con Palazzo Schifanoia, il Palio e infine i saluti, nella casa di nonno Lu, la casa di Ludovico Ariosto.
Un libro veramente efficace, curioso, adatto ai ragazzi ma anche agli adulti, un libro che non appesantisce ma fa pensare, apre la mente e gli occhi alla Ferrara antica..alle vecchie abitudini, alla scoperta di luoghi misteriosi e a volte dimenticati.

Il libro costa 12,00 euro ed è edito da Corbo Ragazzi.

giovedì 28 gennaio 2010

0 Cesare Pavese - La luna e i falò



Amo Pavese, mi piace moltissimo. Nonostante i suoi libri siano malinconici, tristi, intrisi di nostalgica delusione, non riesco a non sentire questo autore aggrappato al mio animo. 
La luna e i falò è l'ultimo libro che ha scritto Pavese, sofferto, sperato, il libro della sua vita. Dopo la pubblicazione ha preso la decisione definitiva di porre fine alla sua vita, come lui stesso afferma, dopo questo libro non aveva più nulla da fare nel mondo. 
Il ricordo che rimane vivo negli occhi e nel cuore di un uomo che torna dopo tanti anni nel suo paese d'origine, e riesce a riassaporarlo nonostante i cambiamenti del tempo. L'infanzia e l'adolescenza esplodono dentro di lui, trafiggendolo ma anche lasciandolo andare, come cullato da braccia che aveva quasi dimenticato.
Un romanzo che diventa vivo, in cui Pavese traspare tutto, in cui la narrazione diventa poesia malinconica e si fa tremendamente viva. Un Pavese maturo, un libro da leggere con passione ed intelligenza. 

"ma queste cose non si dicono a nessuno, non serve..."
"se vuoi vivere giusto e pietoso, smetti di vivere"
"era strano come tutto fosse cambiato eppure uguale"
"anche la storia della Luna e i falò la sapevo. Soltanto mi ero accorto che non sapevo più di saperla"

0 Sam Savage - Firmino


Un libro che mi ha letteralmente conquistata! Ho trovato Savage uno scrittore brillante, molto vicino al mio animo e alla mia interiorità, e che ha saputo cogliere un problema esistenziale in modo intelligente e con una sottile e divertente metafora che mi ha sciolta!

La storia è quella di un topolino, il tredicesimo, che si sente diverso dai suoi fratelli e da sua madre, che è diverso. A lui non è concesso nutrirsi come gli altri (essendo il tredicesimo e avendo la madre 12 capezzoli), a lui non piace fare il topo in cerca di cibo come fanno tutti i suoi simili affamati, a lui non piace correre nei vicoli e impantanarsi nelle fogne..lui sogna. Sogna la vita degli uomini, si sente uno di loro, li cerca, vuole la sua compagnia, vuole elevarsi. E allora, da piccolo divoratore di libri, comincia la sua ricerca solitaria tra gli uomini, prima in una biblioteca, poi nella casa di uno che diventa il suo "migliore amico", ancora nella bellezza delle donne che lo abbagliano (mentre invece le sue simili non gli fanno un baffo)..e ancora traspare la musica, la letteratura, l'amore, la crisi esistenziale di un topo che in realtà pensa e che dagli uomini viene purtroppo visto soltanto come un topo (da rifuggere, con cui giocare, di cui liberarsi..). Ma qualcosa un giorno cambia dentro il cuore di Firmino, arriva la consapevolezza. La sua esistenza non è come la vuole, e che cos'è? Un libricino scritto veramente con arte, un topo che è in realtà un uomo e si fa domande, e vive, sopravvive, e soffre..senza darsi pace. Ma soprattutto una ricerca di condivisione, di crescita, di amore, di anima, che non sempre, purtroppo, nella vita si trova.

"sapevo benissimo cosa significava essere innamorati di immagini che erano frutto della fantasia"
"una creatura errante nel giardino del rimorso"
"preferirei morire piuttosto che dimenticare"
"la verità è che non sono mai stato a posto con la testa. Solo, non combatto contro i mulini a vento. Faccio di peggio: sogno di combattere contro i mulini a vento, muoio dalla voglia di combattere contro i mulini a vento, persino, immagino di aver combattuto contro i mulini a vento"
"se c'è un merito da riconoscere alla letteratura è che infonde un senso di fatalità. Niente, più di una vivida immaginazione, riesce a privare una persona del suo coraggio"
"io invece sopravvivevo a tutti loro e, di contro, morivo migliaia di volte. Ho percorso la vita trascinandomi dietro una bava di paura luccicante come una lumaca. Quando morirò davvero sarà una delusione"
"riesco meglio con i versi in cui Macbeth dice che la vita è una storia raccontata da un idiota, che non significa nulla: bastano, più o meno, un po' di squittii patetici. Rido, per non piangere. Cosa che, naturalmente, non mi è possibile fare. Come ridere, d'altro canto, se non nella mia testa, dove quel riso è più doloroso delle lacrime"
"ero così capace di sentire un'intensa scarica d'emozione, che ormai mi infiammava come la Cavalcata delle Valchirie di Wagner"
"l'amore non corrisposto fa male, ma l'amore che non può essere corrisposto riesce davvero a buttarti giù"
"sotto il profilo psicologico ubriacarsi è di gran lunga più utile di quanto la gente non creda"
"avevo appreso dalle mie letture che si possono fare cose davvero orribili quando si è annoiati, cose che fatalmente ci rendono infelici. In realtà, quelle cose si fanno proprio con l'intento di diventare infelici, in modo da non dover più essere costretti a provare noia"
"la differenza tra assumere una maschera, che è sempre un'occasione di libertà, e averla imposta è la stessa che intercorre tra un rifugio e una prigione"
"non era rimasto granchè da leggere, solo qualche noioso libello d'argomento religioso, che comunque lessi"
"i ratti non hanno lacrime. Arido e freddo era il mondo, e le parole meravigliose"

martedì 26 gennaio 2010

0 Simonetta Greggio - Stelle di Provenza


Altro libro che mi ha conquistata dalla copertina (Terrazza del Caffè di Van Gogh) ma soprattutto da una recensione letta su il libraio.it. Una storia come tante ma con un risvolto da cambiarti la vita. Curiosando in una stupenda libreria di Reggio Emilia, l'ho visto, e una volta preso in mano mi è piaciuta anche la consistenza delle pagine, più grossa del solito, e il colore, bianco candido. Non amo comprare libri di ultima uscita, ma questa volta l'ho fatto..e me ne sono pure pentita!

Simonetta Greggio è italiana ma vive in Francia da tantissimi anni. Questo libro è stato scritto in francese, desiderio dell'autrice, ma purtroppo non l'ho trovata una scelta felice. Le parole e i discorsi si ripetono di continuo, sembra che il vocabolario sia davvero scarso, il romanzo appare come una storiella banale, se vogliamo infantile, neanche adolescenziale. Scritto senza impeto, senza stile, in maniera troppo semplice, troppo elementare.

La storia è quella di un uomo innamorato che un giorno trova la sua donna a letto con un suo amico. L'uomo, distrutto, parte per lidi lontani e per dimenticare. In una bellissima isola incontra una donna magrissima, che rifiuta il cibo, ma una donna-bambina incredibilmente piena e profonda. Lui, cuoco di professione, riuscirà, insieme al suo amore, a conquistare la fiducia della ragazza e ad affrontare con lei un dolorosissimo cammino verso una splendida rinascita. 
La storia è a lieto fine, ma è raccontata come una favola. Non vengono descritti sentimenti, le sensazioni sono piccole, la sofferenza dei due personaggi non viene minimamente raccontata, ma ci sono solo fatti, poveri, che non comunicano. Sembra un libro per bambini, ma anche la trama non ha uno scopo molto interessante. E vissero felici e contenti si, ma.. senza poesia.

"la bellezza è molto più ingannevole dell'odore"
"se il ridicolo non uccide, fino a che punto può ferire?"
"disastro uguale, nuova possibilità"
"nutrire i propri simili è una delle missioni più nobili che ci siano"
"quella mattina la vita era così bella che gli faceva paura"
"Ubi tu Caius ego Caia - Io sarò là dove sei tu"



domenica 24 gennaio 2010

0 Christian Bobin - Elogio del nulla


Un piccolo libricino dedicato all'amore. Christian Bobin è uno scrittore francese che riesce ad entrare nel tuo cuore e a non andarsene più. Il libro è veramente piccolino, una specie di opuscolo. Si legge in pochi minuti, non deve essere capito ma sentito. L'autore abbraccia la sua anima sentitamente e cerca di farlo anche con quelle sperdute. Questo nulla che non è niente ma che alla fine rappresenta il tutto, l'infinito, ogni cosa bella e brutta, la vita, e naturalmente la felicità, la gioia, l'Amore. Poche frasi, essenziali, l'anima come bersaglio. Ti si stringono addosso e non ti lasciano più. E sono così piacevoli da fare proprie.
Leggo questo Elogio quando sono malinconica. Riesce a farmi sentire ancora la profondità della mia anima, a volte dispersa nei meandri di me stessa. E allora spesso, anche i difficili momenti quotidiani della vita, diventano più leggeri.

"bisogna dare all'altro ciò che egli si aspetta, non ciò che auspicate per voi. Ciò che spera, non ciò che siete. Perchè ciò che spera non è mai ciò che siete, è sempre un'altra cosa"
"spesso una parola basta. Anche nessuna"
"non si può pensare quando si è innamorati. Si è troppo impegnati a bruciare la propria casa. Non si conserva per sè alcun siero. Essere innamorati è come essere ubriachi"
"solo l'Amore dà un senso alla mia vita, rendendola insensata a se stessa. Che cosa dire di più: la mia vita mi sfugge"
"la mia vita fiorisce lontano da me, me ne separo quando vado nel mondo. La ritrovo contemplando il cielo"
"non c'è perdita nelle nostre vite, perchè le nostre vite sono perdute da sempre, perchè continuano a svanire momento dopo momento"
"cosa mi dà la vita? Tutto ciò che non è me mi illumina"
"l'amore ci solleva da tutto, senza salvarci da nulla"
"l'amore non revoca la solitudine, la porta a compimento"
"l'amore non oscura ciò che ama, lo tocca senza prenderlo. Lo lascia andare e venire"
"l'Amore è libertà. La libertà non và a braccetto con la felicità. Si accompagna alla gioia. La gioia è come una scala di luce nel nostro cuore. Porta ben più in alto di noi, ben più in alto di sè: là dove non c'è più niente da afferrare, se non l'inafferrabile"

venerdì 22 gennaio 2010

0 Dacia Maraini - La lunga vita di Marianna Ucria


Dopo anni di consigli di mia nonna mi sono decisa a leggere questo libro, che sinceramente mi ispirava poco. Mi piace la Maraini, la considero molto profonda e sensibile. Un libro che ho amato fin dalle prime pagine, un personaggio che nasce, cresce, diventa adulto in sordina. Marianna, questa bambina che diventa donna all'improvviso, che si trova davanti una situazione ingestibile, che non riesce ad affrontare e che le cambierà per sempre la vita. Marianna, una bambina sordomuta che ama, capisce, osserva ma non può parlare. Una bambina considerata diversa, a cui manca la voce, che si sforza, ma che poi lascia perdere e si rinchiude nella sua solitudine. Una bambina che diventa donna in fretta, a fianco dell'uomo che ha più odiato, e che sa condurre la sua forza interiore nella famiglia, nel rispetto, nei valori, contenendo rabbia, orgoglio, tristezza, infelicità soltanto per sè. Carattere, perseveranza, rigore, amore. Sentimenti amabilmente descritti in una storia dolorosissima e di profonda solitudine, ma che riesce a dare e a far sentire ancora speranza e voglia di vivere. 

"non sempre scappando si scappa davvero"
"l'azione è scelta e la scelta è necessità"
"i figli si vedono dai denti"
"è difficile amare qualcuno di cui non si conosce la voce"
"uscire da un libro è come uscire dal meglio di sè"
"lo sguardo alle volte può farsi carne"
"le risate sono un modo per farsi coraggio"
"è lei che ha perso tutto perdendo la voce"
"osservatrice disincantata della sua gente"
"i sogni sono in qualche modo più corposi della realtà quando diventano una seconda vita a cui ci si abbandona con strategica intelligenza"
"alle volte è l'amore degli altri che ci innamora: vediamo una persona solo quando essa chiude i nostri occhi"

sabato 16 gennaio 2010

0 Isaac Asimov - Breve storia della chimica


Che Asimov sia un grande, anzi un grandissimo scrittore, su questo non c'è dubbio. Ma soltanto chi lo ama particolarmente sa che ha insegnato per molti anni biochimica, dopo una laurea in chimica alla Columbia University. Sebbene non ami molto la fantascienza, ho sempre apprezzato Asimov, che si è sempre dimostrato uno scrittore geniale ed innovativo. 
Chi ha studiato chimica, chi la ama, chi la conosce almeno un po' e chi vorrebbe conoscerla, non può non apprezzare questo libricino sulla sua storia, una specie di manuale in sintesi che spiega cos'è la chimica, cosa è stata, cosa ha rappresentato e come viene considerata oggi. Oddio il libro è del 1968, quindi dire "oggi" forse non è idoneo, ma vi assicuro che vi ritroverete moltissimo nelle parole dell'autore.
Il libro descrive le origini, dai metalli, la scoperta del fuoco, l'uso delle pietre, il mondo Arabo e le sue scoperte, l'alchimia. Per poi passare alle leggi della chimica: Boyle, Proust, Dalton, Avogadro. Cosa sono i pesi e i loro somboli, gli isomeri, i radicali, le valenze (odiate valenze!), le formule di struttura (odiatissime formule di struttura); le leggi fisiche, la termodinamica, l'entropia, la dissociazione ionica, i gas. Fino all'organica, la fantastica chimica organica odiata seppur amatissima da tutti gli studenti, soltanto dopo che si è capita! I coloranti, i medicinali, i polimeri, gli esplosivi. E ancora gli atomi, gli elettroni, i nuclei, il numero atomico, gli isotopi, fino alle reazioni nucleari, la radioattività, le bombe, la trasmutazione.

Insomma una panoramica completa della chimica, della chimica-fisica, della biochimica, in una chiave un po' filosofica se vogliamo, ma fortemente realistica. E Asimov spiega dettagli difficili in modo veramente semplice e perfettamente capibile e se vogliamo divertente, vi assicuro che anche se sapete poco di chimica, le cose vi risulteranno piuttosto chiare! Il lettore viene infatti coinvolto con esempi pratici, cosa che spesso in un libro scolastico non accade, quindi la volontà di incuriosire c'è, è palese, una sorta di volontà di condivisione che rende la lettura piacevolissima. Un libro che dunque consiglio, per chi si approccia allo studio di questa materia per la prima volta, per i futuri scienziati curiosi, per chi vuole approfondire, e naturalmente per chi la chimica la conosce già! Sarà davvero piacevole leggerla attraverso una chiave così..magica!



2 Federica Bosco - Cercasi Amore disperatamente


Premetto che non amo questi libri, che considero, forse in modo presuntuoso, minori.
Comprato per caso, per curiosità, invece ne sono rimasta molto colpita! Una Federica Bosco brillante, graffiante, infelice ma che non si da per vinta! Una ragazza come tante trentenni di oggi, alla ricerca dell'uomo che non hanno mai avuto, e che si sentono però in un'età di mezzo, non troppo donne, ma non più bambine, in cui la vita a volte diventa un vero e proprio punto interrogativo. 

Primo libro che leggo, veramente carino! Lettura veloce, velocissima, simpatica, divertente, e se siete donne vi parrà di leggere anche un po' di voi stesse. Emergono problemi familiari, di amicizia, sociali, esistenziali..grandi domande poste in un gioco comico-serio che sicuramente vi conquisterà! Lieto fine, gran lieto fine, come tutti i romanzi di questo genere, ma forse un lieto fine forzato, per dare un po' di speranza e comunque lasciare il cuore in pace. Dopo tutte le difficoltà, arriva il sereno e il sole potrà solamente (e finalmente) risplendere. 

Leggetelo, più di un libro da spiaggia!

"due erano le strade che conducevano al bosco ed io scelsi la meno frequentata, ecco perchè sono diverso" Frost
"ecco perchè sono diversa! Diversa non vuol dire pazza, malata o abulica, vuole solo dire speciale"
"passiamo metà della nostra esistenza a odiare i nostri genitori e l'altra metà a cercare di perdonarli e quando ci riusciamo la vita è finita"

giovedì 14 gennaio 2010

3 Cathleen Schine - La lettera d'amore


Sono rimasta affascinata da quest'autrice, da questo libro. Il libro è una vera lettera d'amore, una vera e propria dichiarazione d'amore. L'amore che arriva all'improvviso, per caso, quando non te l'aspetti e non lo crederesti mai. L'amore che coinvolge due persone diverse, due generazioni diverse, ma si intreccia in cuore e spirito come mai. L'amore che non si può spiegare, che ti attraversa dentro, ti si amalgama come soltanto i sentimenti dell'anima sanno fare. E ti porta a fare cose che non crederesti, a percorrere moti e inquietudini che riaffiorano, che perdurano, che sfociano all'improvviso travolgendo completamente.
Una storia d'amore dunque? Non solo. Una stupenda Helen, una donna quarantenne splendidamente descritta, piena di carattere e forza, bella, prorompente, intelligente, determinata. Una donna scolpita che si lascia travolgere da un sentimento, da un'emozione, dalle bellezze improvvise e inspiegabili della vita.
Un amore destinato a finire dunque, che finirà? No. Perchè il vero amore non muore mai.

Una storia d'amore che non è la solita storia d'amore, non smielata, ma ricca di profondità, di domande, di riflessioni su una relazione che può travolgere una donna adulta e un ragazzo poco più che adolescente. Scritto in modo intelligente e ricco, fa trasparire una profondità mista a cultura di un'autrice che non si può non apprezzare.  

"quando vado a dormire ogni notte senza di te..si può dire anche senza te? Ma senza chi?"
"come ci si innamora? Si casca? Si inciampa?"
"decoro formale o decoro sostanziale?"
"è un vero sollievo, la grammatica"
"l'uguaglianza le sembrava umiliante"
"è terribile aver finito un libro"
"l'amore mi tormenta come se fosse dolore"
"qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo"
"è tutto sbagliato e lo sai. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te"

0 Alexander McCall Smith - Il club dei filosofi dilettanti


Il libro Le lacrime della giraffa, di Alexander McCall Smith, mi era piaciuto molto, soprattutto per i riferimenti alla sua Africa. Questo autore è infatti nato in Zimbabwe, ma ha studiato in Scozia, dove attualmente vive. La sua personalità e l'amore per la sua terra prorompono nella scrittura semplice, poco ricercata, efficace, sensibilissima. Nonostante non ami molto la lettura troppo "facile", ho apprezzato l'autore, quindi ho comprato anche questo libro, incuriosita da un'altra figura, oltre a quella di Precious Ramotswe, l'investigatrice africana: Isabel Dalhousie, filosofa e investigatrice di Edimburgo

Isabel è una donna più raffinata di Precious, ma ugualmente profonda ed intelligente. La differenza di cultura in cui è cresciuto l'autore si nota in ogni frase. L'interiorità femminile viene descritta al maschile, ma c'è, si sente, avvolge. 
La storia è quella della morte misteriosa di un ragazzo, di cui nessuno si chiede il perchè, ma Isabel non riesce a farsene una ragione. La ragazza ha infatti guardato questa persona negli occhi, mentre cadeva da un palco di un teatro, e poco prima che morisse. Non si dà pace, quello sguardo, l'ultimo, era rivolto a lei.
Imperterrita comincia una serie di indagini casalinghe, dove emozione, disperazione, ricerca assidua, tristezza e malinconia si accavallano a nebbia e umidità.

Nonostante la lettura sia piacevole, il libro non mi ha soddisfatta. L'ho trovato poco ricco, troppo leggero, troppo..poco gratificante. Non credo che tornerò a leggere dei casi di Isabel Dalhouise, peraltro neanche così avvincenti. Forse mi lascerò cullare dai ricordi del colore e del calore dell'Africa raccontata dalla stupenda, ferma, rigorosa e sensualissima Precious Ramotswe.

"solo gli immaturi e gli stupidi si fanno impressionare dalla depravazione"
"ci sono due categorie tenute a un riserbo praticamente assoluto: i medici e gli amanti"
"la moralità dipende dalla comprensione dei sentimenti altrui"
"chi trova gode, chi perde piange"
"noi crediamo che, noi ci chiediamo se.."
"finirà non già con uno schianto, ma non un piagnisteo" Eliot
"e i porti hanno nomi per il mare" Eliot
"era sintonizzata su una frequenza diversa da quella della maggior parte della gente, e la manopola era rotta"
"una sola parola di verità conquisterà il mondo"
"la semplice banalità del male"



mercoledì 13 gennaio 2010

1 Bruno Canino - Vademecum del pianista da camera


Libricino trovato in uno scaffale impolverato e imbucato di una nota libreria ferrarese..per caso! Appena l'ho preso in mano l'ho sentito mio!
Un fantastico e tagliente Bruno Canino, pianista da camera, che si racconta e racconta la musica dal punto di vista di questi musicisti un po'..diciamo bistrattati. 
A vederlo dal vivo, Canino non si direbbe così simpatico!
Ma la scrittura è veramente ironica e divertentissima, sempre se riuscite a cogliere tutti gli aneddoti anche tecnici che vi sono quasi nascosti..ho fatto davvero fatica in qualche punto!
Un piccolo Vedemecum insomma, un racconto a sprazzi delle principali vicessitudini che i musicisti devono affrontare praticamente tutti i giorni, per piacere, ma anche per dovere.
Con difesa a spada tratta del pianista da camera, considerato dai più (ahimè), un musicista senza talento.

"gli altri musicisti si lamentano se il pianoforte non è accordato a dovere, però poi scalpitano d'impazienza se l'accordatore fa il suo lavoro, e non sgombra il campo con sollecitudine"
"se in un quartetto, trio, duo, ottetto, uno dei suoi componenti troppo unanimemente spinge all'elogio e all'ammirazione, e questo qualcuno magari siete voi, non inorgoglitevene troppo: si è tutti nella stessa barca, e se qualcuno si è distinto, vuol dire che questa barca faceva acqua e aveva probabilità di affondare"
"sembra che, in tempi non poi remoti, presso alcuni grandi maestri, la lezione di pianoforte iniziasse con un quarto d'ora di basso continuo che l'allievo doveva realizzare a prima vista. Questo per non dimenticare che lo studio del pianoforte, checchè si pensi di noi poveri pianisti, non serve (o non dovrebbe servire) soltanto a muovere le dita, ma è uno dei mezzi più efficaci e gradevoli per impadronirsi della musica"
"si è quasi estinto l'uso, che un tempo deprecavamo ma di cui oggi abbiamo quasi quasi nostalgia, di fare un po' di musica assieme al padrone di casa, o con qualcuno degli ospiti (non si trattava di professionisti, è chiaro); mentre resta inaccettabile che la presenza di un pianoforte giustifichi la richiesta, al pianista del gruppo (stanco, forse un po' bevuto, inibito dai colleghi): "Ci suoni Lei qualcosa da solo"
"il pianoforte si sa, anche se si cerca di farlo dimenticare, è uno strumento a percussione, dotato di grande rapidità e nettezza d'attacco, e non ci si può permettere quelle benefiche minimali sfasature che in un quartetto d'archi non vengono avvertite e fanno respirare con agio la frase e la sonorità"
"se c'è qualcosa di più insopportabile di un pianista che pesta, sono due pianisti che pestano!"
"alcuni violinisti sono capaci di trilli talmente rapidi e ubriacanti, che nè essi stessi nè la percezione sono capaci di dirvi da quale nota inizino"
"vogliamo qui confessare l'inconfessabile sogno di ogni pianista da camera? Tutti gli strumentisti sono pagati un tanto per ogni nota esaguita, e si suona un bel Trio di Mendelssohn..."

0 Erri De Luca - Montedidio


Ho comprato questo libro molto incuriosita dall'autore, dopo che un'amica me ne aveva parlato in modo assiduo. Non mi ha purtroppo soddisfatta, anzi, faccio veramente fatica a dargli la sufficienza. 
La storia è quella di un ragazzino di tredici anni, la sua crescita e visione del mondo a Montedidio, un quartiere napoletano dove la vita sembra veramente difficile.
Il ragazzino viene presentato intelligente e sveglio, pieno di speranza per il futuro.
Racconta il suo lavoro, la sua situazione familiare, l'amore che lo travolge (anche se non sa, non capisce ancora che cosa sia), il sesso. Il tutto intriso di una malinconia vacillante, in cui il ragazzo si aggrappa alla vita, e dalla vita vuole emergere con tutte le sue forze.
Scritto come un diario, pagina per pagina se ne può costruire il quadro. Idea carina ma il libro non mi ha convinta. Lo stile è abbastanza semplice, moderno se vogliamo..non voglio esagerare con un giudizio negativo, ma abbastanza banale.
Il primo che leggo dell'autore, molto letto e apprezzato dalla critica, ma per ora non sono attirata a leggerne altri. Forse ne ho scelto uno poco felice.

"sono le lacrime che permettono di vedere"

martedì 12 gennaio 2010

3 Suskind - Il Profumo



Questo libro mi ha abbagliata. L'ho cominciato, sono andata avanti a fatica a leggere la prima parte, ma dalla seconda in poi si è trasformato. L'autore è diventato incredibilmente profondo, quasi in lui vivessero simultaneamente due identità, quella descrittiva e quella interiore.

Questo Grenouille, l'uomo dall'olfatto eccezionale, nato senza odore, vi conquisterà.
Inquietante e tragico, forte e a volte leggermente eccessivo, appaga decisamente mente e cuore di incompresi ed infelici. Quanto un uomo possa sentirsi estraneo al Mondo, agli altri uomini, e possa seguire solo il suo istinto di sopravvivenza, la sola cosa che lo fa vivere, che lo spinge e sospinge a respirare a pieni polmoni ogni attimo che vive, che sogna, che spera. Grenouille non sogna, non spera. Vive, come è il suo destino fare, segue il suo naso e i profumi che lo avvolgono e lo dominano completamente, fino ad apprendere con profonda maestria l'arte della profumeria francese. E poi? Dopo che avrà creato il profumo perfetto, dopo che avrà seguito la sua via, il suo istinto, la sua profondità, cosa resterà? Una sola boccetta miracolosa e null'altro.

Scritto con arte, potrete apprezzarlo solamente se siete persone inquiete e profondissime. Il libro và letto e capito, và sentito. E Suskind è capacissimo, con parole semplici e forse banali, di arrivare al vostro cuore e farlo suo. Veramente bellissimo.

"il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà"
"non mirava a diventare ricco con la sua arte, non voleva neppure vivere della sua arte, se era possibile vivere diversamente. Voleva esternare ciò che aveva dentro di sè, nient'altro, il suo sè, che per lui valeva molto più di tutto quello che poteva offrire il mondo circostante"
"finora aveva sempre creduto che fosse il mondo in generale, da cui doveva fuggire. Ma non era il mondo, erano gli uomini. Con il mondo, gli sembrava, con il mondo deserto si poteva convivere"
"ora non evitava più soltanto le città, evitava anche i villaggi. Era come inebriato dall'aria che si diradava sempre più, sempre più lontana dagli uomini"
"sopportava soltanto la luce della luna. La luce della luna non conosceva colori e si limitava a disegnare debolmente i contorni del paesaggio. Ricopriva la campagna di un grigio sporco, e fermava la vita per una notte. Questo mondo come fuso nel piombo, in cui nulla si muoveva tranne il vento, che talvolta passava come un'ombra sui boschi grigi, e in cui nulla viveva se non gli aromi della nuda terra, era l'unico modo possibile per lui, poichè era simile al mondo della sua anima"
"così il suo naso lo portò in regioni del paese sempre più isolate, lo allontanò sempre più dagli esseri umani e sempre più lo spinse verso il polo magnetico della solitudine estrema"
"non c'era nulla, c'era soltanto la pace, la pace, se così si può dire, dell'olfatto"
"si era isolato dagli uomini soltanto per il proprio particolare piacere, soltanto per essere vicino a se stesso. Era immerso nella propria esistenza, non più distratta da altre cose, e lo trovava splendido. Giaceva nella tomba di roccia come il cadavere di se stesso, respirando appena, quel tanto da far battere il suo cuore...e tuttavia viveva in modo così intenso e sfrenato, come mai un uomo di mondo aveva vissuto nel mondo"

mercoledì 6 gennaio 2010

0 Alda Merini - Folle folle folle di Amore per te- poesie per giovani innamorati


Questo libro mi è stato regalato a Natale. Amo la Merini, la trovo splendidamente profonda.
Questa raccolta non mi ha però entusiasmata. Alcune poesie molto interessanti ed emozionanti, direi quasi notevoli, ma poche. Edizione mescolata, alcune sono molto vecchie, altre molto giovani, che a mio avviso crea confusione, soprattutto se non si conosce a fondo l'autrice.
Ma l'Amore, quello con la A maiuscola, che ti penetra dentro te stessa, fino quasi ad annullarti..è portato in alto, fino al cielo. 
Uno svago carino, se siete giovani, se siete innamorati.

frammenti

"dammi canto da cantar soave, si che lacrime di cielo colorino la vita"
"ho sentimento di una cosa strana, che tutta mi colora e m'indurisce; e mi pare di essere sovrana, di largo tempo e tutta mi smarrisce, questa tua apparizione così bella, che a me sembri non uomo ma una stella"
"io il pianto per te l'ho levigato, giorno per giorno come luce piena, e lo rimando tacita ai miei occhi, che se ti guardo, vivono di stelle"
"solo un canto può trasparirmi adesso dalla pelle, ed è un canto d'amore che matura, questa mia eternità senza confini"
"non avessi sperato in te, tu che continui a dirmi, che verrai domani, e non capisci che per me, il domani è già passato"

Nota

Questo blog rappresenta una raccolta di opinioni personali e pertanto soggettive. Le foto delle copertine sono tutte tratte da web.